di Camilla Sernagiotto

Non ne capisci il motivo, credi che non serva a niente, la trovi una cosa ridicola, sospetti subito che ci sia un altro, preferisci quasi una rottura immediata anziché un periodo di limbo in cui non sai come andrà a finire.

Per un vero appassionato di musica, c’è solo una cosa peggiore di una pausa di riflessione voluta dalla propria fidanzata: il break della band del cuore.

Ci sono passati tutti, dai fan dei Killers, che si sono sentiti mancare nella primavera del 2010 quando Brandon Flowers e compagnia bella hanno pronunciato un preoccupante “arrivederci”, a quelli dei Black Eyed Peas, che stanno tremando proprio ora dopo l’annuncio di Fergie e la sua ciurma della pausa di riflessione che si prenderanno quest’anno.

Il vero fan non riesce ad accettare la situazione, si scervella per capire perché, pensa addirittura che un po’ di colpa sia anche sua.
E si ritrova a singhiozzare nel cuore della notte stringendo forte il cuscino, sperando che sia solo una cosa temporanea.

Gli ultimi della purtroppo lunghissima lista di fan che soffrono di pene d’amore musicale sono quelli degli U2: il quartetto irlandese ha da poco annunciato che si prenderà una lunga pausa dalle scene.

Ed è subito tragedia.

Il loro pubblico ormai veste solo di nero, in lutto per questa notizia che li ha letteralmente lasciati di stucco, basiti, scioccati: come ha fatto a sfuggirgli così tanto di mano la situazione?
Ma per tenerli "boni", ci pensa il loro Bono, che fa giurin giuretta e promette che tra poco tornerà tenendo per mano The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen come se non fosse successo niente.

Eppure c’è chi non se la beve, soprattutto chi non riesce a togliersi dalla testa quella pausa che avrebbero dovuto prendersi gli Oasis, trasformatasi in men che non si dica in un addio coi controfiocchi.
I fan degli U2, però, possono contare su una consolazione mica da poco: hanno la piena comprensione di tanti altri fanatici di band.

Da quel lontano 1977, anno in cui gli Aerosmith decisero di attaccare per un anno e mezzo le chitarre al chiodo, all’annuncio di una pausa di riflessione della E Street Band capitanata dal Boss e dei Kaiser Chiefs nel 2009, le sette note hanno dato sia gioie che dolori alla platea.

Per non riaprire la ferita datata 2010, anno in cui due band culto come i Pearl Jam e gli Incubus chiusero le danze per un po’.

Spesso, come nelle coppie, il motivo è la voglia di stare soli. O meglio: solisti.
Ma i vari Eddie Vedder, Brandon Boyd e Bon Jovi dovrebbero capire che l’unione fa la forza, anche sul palco.