“Canzoni divertenti da suonare mentre si beve birra e divertenti da ascoltare mentre si beve birra”. Poche parole ma molto esaurienti per descrivere il loro rockgrass, il genere inventato dagli Hayseed Dixie. Quattro marcantoni di Nashville, Alabama, che – come si legge sul loro sito internet – hanno venduto più di 500 mila dischi in tutto il mondo diffondendosi come un virus in ogni continente ad eccezione dell’Antartide.

Il loro segreto? Suonare i grandi classici del rock e del metal in chiave country. L’avventura degli Hayseed Dixie inizia nel 2001 con l’album A Hillbilly Tribute to AC/DC. Il brano che apriva il disco era Highway to Hell ma batteria e chitarra elettrica erano sostituite da banjo e mandolino.

Nasce così il rockgrass, fusione di rock e bluegrass, un particolare genere country. Il loro stesso nome è un omaggio agli AC/DC con un richiamo alla loro terra di origine: hayseed è il termine utilizzato per riferirsi ai contadini sempliciotti degli stati del sud, cioè di quegli stati che in americano sono definiti dixie.
Barley Scotch, il reverendo Don Wayne Reno, Deacon Dale Reno e Jake Byers hanno inciso quasi un album all’anno fino a quando, nel 2008, hanno pubblicato No Covers, il primo disco che contiene solo brani originali degli Hayseed Dixie. Quest’anno una nuova sorpresa: Sjt Munchs Drikkeklubb Band, il primo disco della band cantato interamente… in norvegese!



E, a conferma del successo del country, l’anno prossimo sbarcheranno sui monti Appalachi i Johnny Selfish and the Worried men band, un gruppo formato da sei giovani milanesi che hanno deciso di lasciar perdere il punk e lo ska per dedicarsi alla musica dell’Alabama. Una scelta vincente: con due soli dischi all’attivo hanno già fatto un tour in Giappone e uno in Australia. Spalla naturale dei concerti italiani degli Hayseed Dixie, l’anno prossimo saranno loro a partire per il profondo sud degli States. Per registrare il loro secondo album in studio sotto l’esperta supervisione dei quattro ragazzoni di Nashville.