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di Federico Pozzi

Sembrava pace fatta tra Nonciclopedia, il sito satirico on line dai contenuti liberi, e Vasco Rossi dopo che settimana scorsa l’enciclopedia aveva chiuso i battenti temporaneamente a causa dell’azione legale mossa dall’avvocato del rocker che si era sentito offeso dalle parole riservategli  all’interno della Wikipedia dell’ironia. La portavoce di Vasco aveva poi dichiarato che la querela sarebbe stata ritirata e allora i contenuti di Nonciclopedia sono tornati accessibili. Da qui l’idea che tutto fosse risolto.

Invece ecco un nuovo episodio della guerra tra il rocker di Zocca e l’enciclopedia. Il Blasco sulla bacheca della sua fanpage di Facebook torna all’attacco. Si legge: ”Scrivere in forma anonima sul muro di un cesso o su un sito Internet può essere un’attività divertente ma NON si tratta di libertà di espressione o di parola. Questo sacrosanto diritto conquistato dalla civiltà occidentale al prezzo della vita di milioni di persone, lo si esprime solamente quando ci si prende la responsabilità di quello che si dice mettendo il proprio nome e cognome. La  <> anonima è la triste realtà dei regimi totalitari e dittatoriali del secolo scorso”, aggiunge anche : “È inutile che vi arrampichiate sugli specchi. Dovete prendervi la <> di quello che avete fatto. Se verranno accertati gli estremi della diffamazione, i danni che vi chiederò di pagare, saranno devoluti in beneficenza e non saranno pochi. Questo ve lo posso garantire. Ma questa è solo una questione “tecnica”. Restano solo gli “specchi”… da pulire e la vostra arrogante ignoranza… da punire”.

Vasco invita inoltre tutti i delatori ad andare a dare un’occhiata alla voce riservata ad Anna Frank: ”Andatevela a vedere, prima di parlare, questa Nonciclopedia! E piantatela di fare commenti superficiali senza conoscere direttamente quello di cui parlate! Non sopporto i pressapochismi! Nonciclopedia è una idea stupida, volgare, vergognosa, ignorante e ipocrita! Non si può scrivere che Anna Frank se l’è voluta perché ebrea! Questa non è ironia! questa è porcheria da due soldi volgare e vergognosa!… altro che ridere”.  Ovviamente la risposta del sito non si è fatta attendere. Gli amministratori ribadiscono il fatto che che il sito è un luogo dove tutti possono scrivere, non c’è una vera e propria redazione e chi se ne occupa lo fa a titolo gratuito, per puro volontariato. Aggiungono inoltre che il loro ruolo non è quello di moderare i contenuti ma semmai quello di coordinarli. Alle accuse di antisemitismo rispondono sottolineando che se qualcuno segnalasse quelle pagine per  apologia al nazismo o alla violenza loro sarebbero subito pronti ad intervenire.

Il momento della conciliazione sembra lontano, prepariamoci ad un altro capitolo di questa intricata faccenda.