di Eva Perasso

Per i giornalisti la regola sempre valida per farsi leggere è quella delle 3 esse: sesso, sangue, soldi. Ma anche per chi canta e scrive canzoni, la S di sesso con tutte le sue interpretazioni – dalla masturbazione, ai riferimenti agli organi sessuali, all'amore romantico – è diventato un elemento importante per vendere di più. Almeno secondo una ricerca americana, che ha analizzato le classifiche di Billboard prendendo l'anno 2009, e le top ten di tre generi musicali: country, R&B/ hip hop e pop. Tra i 174 brani che hanno raggiunto la vetta delle prime dieci in quell'anno, il 92 per cento conteneva almeno un riferimento sessuale esplicito. Anzi, il richiamo sessuale compariva circa nel 10 per cento del testo delle canzoni analizzate.

Sesso in tutte le salse e declinazioni: gli psicologi della State University of New York che hanno svolto la ricerca hanno classificato il tema suddividendolo in 18 sottocategorie. Si parte dai genitali, passando per il corteggiamento (distinto tra quello per una notte e via e la conquista romantica d'amore), la promiscuità sessuale, i preliminari, le altre parti del corpo che non siano organi sessuali (feticismo, sederi, seni), per arrivare a tutti i problemi legati al rapporto, dalla gelosia, alla fedeltà, fino ai soldi come merce di scambio per ottenere sesso e amore. Insomma la storia intera dei rapporti, occasionali o duraturi, contenuti nell'analisi americana.

Secondo Dawn R. Hobbs, la psicologa che ha guidato la ricerca, niente di nuovo rispetto all'opera e alle creazioni artistiche dei tempi dei tempi. Non a caso in una seconda parte dello studio sono stati analizzati i principali titoli di opere e di concerti classici, per scoprire che già 4 secoli fa nella arie più note passione, sesso e rapporti tormentati appassionavano il pubblico: si cita per esempio Monteverdi (“Pur ti miro, pur ti godo”), si scomoda Verdi con l'Aida, si ricordano Wagner e il tema dell'incesto. Mentre in tempi moderni, invece, è soprattutto il genere R&B e hip hop a vincere tra i riferimenti più crudi agli atti sessuali, mentre sono molte meno, in percentuale, le canzoni che hanno scalato le classifiche parlando di far figli, o di controllare l'amato. Dunque i richiami diretti vincono sugli altri: nelle top ten analizzate ci sono Lady Gaga con la sua Bad Romance, Britney Spears e il suo Circus in versione fetish, Halo di Beyoncé e – ma il titolo parla da sé – Kate Perry con Hot N Cold. Per poi passare a tutti i grandi di quel momento: i Black Eyed Peas, Justin Timberlake, Pitbull, Pink.

Ma per trovare grandi successi che hanno fatto fortuna grazie ad ammiccamenti o riferimenti espliciti al sesso, non serve andare lontano: in Italia intere generazioni di cantautori hanno giocato, da Sanremo in poi, con la rima baciata tra cuore e amore, mentre chi ha sfidato tempi e opinione pubblica citando i rapporti esplicitamente è sempre ricordato e ascoltato. Dal “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla, a Zucchero che apostrofa con il suo “amore e sesso, sesso, sesso, sono un affamato (...)”, all'odore del sesso cantato da Ligabue, al “solito sesso” di Gazzè, per non parlare dei riferimenti ai genitali come nel “Kobra” della Rettore, e finire con Mina, che con la sua “L'importante è finire” (che inizialmente avrebbe dovuto titolarsi, e non a caso, l'importante è venire) racconta in modo esplicito un rapporto sessuale.

Katy Perry – Hot N Cold



Beyonce – Halo



Lucio Dalla - Disperato, erotico, stomp



Ligabue – L’odore del sesso