di Fabrizio Basso

Eccoli, sette anni dopo, i signori delle posse. O' Zulu' (Luca Persico), Kaya Pezz8 (Marco Messina), JRM (Massimo Jovine) e Sasha Ricci. E' del 2009 la reunion che li ha già visti protagonisti di un tour dopo sette anni di assenza dalle scene e ora del disco ribattezzato Cattivi Guaglioni. Che è anche il titolo del singolo il cui video correlato porta la firma di Abel Ferrara.

Soddisfatti di Cattivi Guaglioni?
Molto. Ci abbiamo lavorato parecchio e gli sforzi sono ripagati da consensi di critica e pubblico.
Come vi siete ritrovati?
In modo casuale. Per un concerto a Napoli in piazza del Gesù.
Tutti lì per caso?
Serviva a raccogliere fondi per pagare gli avvocati ad alcuni ragazzi arrestati a Torino in occasione del G8 della cultura.
Questa la casualità, ma sul palco siete saliti insieme.
Ci è sembrato normale, visto che c'eravamo tutti, non presentarci come 99 Posse.
Proprio tutti no: mancava Meg, la quota rosa.
Non c'era e comunque non si è ritrovata in questa reunion così spontanea. Le auguriamo tutte le fortune.
Oggi che tutti si sciolgono voi vi ritrovate.
Ci puzzano i gruppi che resistono per decenni. E' come un matrimonio: a un certo punto scatta la routine. Capita che due si lascino per ritrovarsi rinati tempo dopo. Rischiavamo di fare un disco che i fan ci avrebbero rinfacciato. Mi vengono in mente, a proposito, i Cure di Kiss me kiss me kiss me.
Insomma scelta saggia dividersi per un po'?
Ci ha fatto bene.
Si vede che avevate soldi da parte.
Non siamo milionari come qualcuno insinua. Se non lavoriamo dopo sei mesi dovremmo fare le rapine. Ecco perché nella stagione della separazione ognuno ha proseguito con progetti propri.
Come si sta in Italia?
Un mondo migliore non solo è possibile ma è doveroso. In pochi mettono a repentaglio la vita di molti e l'equilibrio uomo/natura.
Voi combattevate la globalizzazione quando erano in pochi a sapere cosa fosse.
Dicevano che eravamo terroristi anti-globalizzazione. Oggi i rischi li enuncia anche un economista di fama mondiale quale è Mario Draghi. Il risultato è che sempre più pochi sono sempre più ricchi e sempre più tanti sempre più poveri.
Questo è un problema planetario.
Ma noi eccelliamo.
Come è andata con Abel Ferrara?
Come spesso è accaduto nella nostra storia si è trattato di un incontro casuale. Non volevamo il solito video con la musica in playback. Sapevamo che Ferrara collaborava con una associazione di Scampia, i Figli del Bronx. Tramite loro lo abbiamo contattato e gli abbiamo spedito il brano: dopo cinque ore è arrivata la sceneggiatura. Come sempre nella nostra vita tutto si muove sulla spontaneità e niente sul calcolo.
Titolo curioso University of Secondigliano.
Parla dei quartieri ghetto, che sono presenti pure in Cattivi Guaglioni e che si trovano in tutto il mondo.
Ci sono realtà drammatiche.
In un incontro con alcuni detenuti di un carcere minorile un ragazzo ci ha detto: qui sto imparando a leggere e pure un mestiere. Non avrebbero potuto darmi queste opportunità prima? Non sarei finito qui. Noi cantiamo quel mondo.
In Resto Umano citate Vittorio Arrigoni, l'attivista italiano ucciso a Gaza.
Ci piaceva quello che faceva. Abbiamo voluto dargli voce e farlo cantare con noi.
Ora andrete in tour.
Quattro date: il 27 novembre a Bari, il 2 dicembre a Roma, il 3 a Bologna e il 5 a Milano. Poi col 2012 faremo un tour più capillare.
La scaletta?
La stiamo preparando. Tutto Cattivi Guaglioni e i nostri pezzi storici: se li escludiamo finisce male.
Addirittura?
Eccome. Finché ci tirano i pomodori, vista la crisi, ci sta ma le pietre farebbero male!