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Quando si intervista un cantante gli si chiede sempre: a chi ti ispiri? Dove si nutrono le tue radici artistiche? Con chi vorresti duettare? Chi vorresti essere. Tiziano Ferro non è immune da questi quesiti. Anzi li affronta col sorriso, lo stesso con cui ha presentato il suo nuovo album "l'amore è una cosa semplice" (disponibile su Itunes)
Partiamo dal passato. Ferro potrebbe stare ore a fare liste: "Sono mille le canzoni importanti. Le prime che ricordo legate alla musica italiana si rifanno a mia madre mentre mio padre era più anglofofono. Dunque partirei con Passeggiando in bicicletta di Riccardo Cocciante: è una delle canzoni più rilassanti che io conosca e considero Cocciante uno dei miei primi maestri in assoluto.



Un altro tirbuto alla mamma italianista porta il nome di Lucio Battisti: "Lo ascoltavamo in auto tutto le domeniche. Voglio citare una delle sue canzoni meno note, troppo facile cadere sui classici: vada per Il nostro caro Angelo: mi domandavo ogni volta chi fosse questo Angelo".



E ora passiamo a babbo Ferro: "E dobbiamo subito citare i Beatles con un bel Obladì Obladà".


E dopo i Beatles? "Arriva il dilemma è tra Pink Floyd e Rolling Stones ma vince The Wall perché l'ho sentito un miliardo di volte e lui mi invitava a fare attenzione agli effetti sonori, mi diceva che erano bellissimi. Io l'ho capito parecchio tempo dopo quanto fossero innovativi".

E ora una dedica a se stesso, anzi due: "Per rivivere uno dei sogni realizzati con questo disco nomino Ordinary People di John Legend: è la canzone che ha cambiato la mia vita da dentro e da fuori. La canzone che ha cambiato la mia carriera è invece Sere Nere".