di Marco Agustoni

Leggi tutte le news sull’hip hop

Strana cosa, la popolarità ai tempi del web. Puoi arrivare a farti conoscere attraverso una pagina MySpace, come è successo alla ormai popstar internazionale Mika, o ancora puoi diventare un attore professionista caricando dei video buffi su Youtube, come è capitato a Willwoosh (leggi l’intervista). Non che tutto questo avvenga per caso, certo: ci vogliono talento e dedizione. Ma il web si fa amplificatore laddove c’è qualcosa di interessante da guardare o ascoltare. Era inevitabile che anche l’hip hop italiano beneficiasse di questo processo. E così, negli ultimi anni, ci siamo trovati di fronte a giovani mc che, pubblicando i loro video musicali su Youtube, sono riusciti a diventare popolarissimi presso i propri coetanei, raggiungendo centinaia di migliaia di visualizzazioni, quando magari i loro colleghi “professionisti” fanno fatica a raccattarne poche decine di migliaia. 

Il caso di Fedez, tanto per dirne uno, è tra gli esempi recenti il più eclatante, in fatto di rapper venuti dal web. I video dei suoi brani Ti vorrei dire e Tutto il contrario sfiorano i tre milioni di visualizzazioni ciascuno e anche gli altri non scherzano (per quanto in questi giorni qualcuno lo abbia addirittura accusato di comprare le views su Youtube). Il giovane mc è esploso avendo all’attivo solo uno street album autoprodotto, senza ancora un disco ufficiale in distribuzione, e anche adesso che ha firmato con l’etichetta Tantaroba di Gue Pequeno dei Club Dogo (leggi l’intervista), Fedez ha deciso di esordire con un album in free download (ironicamente intitolato Il mio primo disco da venduto). Un fuoco di paglia? Chissà. Ma vi basti sapere che per lui si è esposto nientemeno che Claudio Cecchetto, ovvero il cane da tartufo che in passato ha scovato, tra gli altri, Jovanotti e 883, il quale ha assicurato che un giorno Fedez arriverà a riempire gli stadi.



I numeri saranno magari meno vertiginosi, ma con video come Street Drive-In il sardo Salmo è riuscito a totalizzare la bellezza di seicentomila views e, con i brani del suo primo disco The Island Chainsaw Massacre comparsi su Youtube, è riuscito a far andare in solluchero fan e critici musicali. Il suo segreto? Mescolare il rap con sonorità metal, punk e drum’n’bass e pubblicare videoclip d’effetto e curati nei particolari, al pari di una qualsiasi produzione di livello professionale.



Una cosa però dev’essere chiara: raggiungere la popolarità grazie al web non significa essere dissociati dalla realtà. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, queste giovani promesse affiancano ai video su Youtube un’intensa attività live e si guadagnano l'interesse dei fan operando anche “on the ground”. Prendiamo uno come Emis Killa, che ha cominciato a farsi conoscere dalla sua pagina su MySpace e che ha proseguito la sua ascesa su Youtube, dove oggi sul suo canale sfiora i quattro milioni di visualizzazioni complessive. Nel frattempo, però, l’mc si è sempre premurato di costruirsi una credibilità sul palco partecipando ad alcune delle più accreditate battaglie di freestyle (e spesso vincendole). Anche per questo, oggi è già qualcosa di più di una promessa, come confermano i suoi numerosi featuring con artisti ormai affermati.



Per chiudere, vogliamo proprio trovare un rovescio a questa medaglia del web rap? Beh, è facile: basti pensare a tutti quegli mc improvvisati che, caricando i loro video, hanno finito per rendersi ridicoli e diventare dei veri e propri tormentoni… ma in negativo. Qui trovate alcuni degli esempi più eclatanti.