di Marco Agustoni

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Non te lo aspetteresti da qualcuno abituato a stare sul palco o davanti alla telecamera fin dalla tenera età di 10 anni, ma di persona Demi Lovato è timida. Anche tenera, tutto sommato, quando la senti parlare a cuore aperto di tutti i problemi psicologici che ha attraversato nell'ultimo anno e che l'hanno portata fino al ricovero in clinica. E allora viene da crederle, quando racconta che per lei scrivere e registrare il suo ultimo album Unbroken è stata una sorta di terapia. Una terapia d'alta classifica, visto che nei mesi scorsi il singolo Skyscraper è stato in cima alle hit. Ecco nelle parole di Demi come si confeziona un album che sia al tempo stesso autocurativo e da top ten.

In alcune canzoni del disco racconti di fatti molto personali, come ad esempio in For the Love of a Daughter (nda: dedicata al padre di Demi, con cui la ragazza non parla da anni)?
Ho voluto parlare delle cose che mi sono successe perché penso che in questo modo io possa aiutare altra gente che si ritrova nella mia situazione. Non mi spiace condividere le mie emozioni con i fan, perché è d'aiuto per loro, ma anche per me. Mi fa trovare la forza necessaria ad affrontare tutto quanto.

Il titolo, Unbroken, è una specie di constatazione di quel che hai attraversato?
Sì, si riferisce proprio al fatto che nonostante io abbia attraversato un periodo difficile, ora sto bene. Ho lottato con i miei disturbi legati all'alimentazione, perché dentro di me sapevo che le cose non andavano bene e ho capito che stavo per arrivare a un punto in cui non sarei più potuta andare avanti. Stava diventando pericoloso. Ma se ce l'ho fatta è stato anche perché c'era attorno a me della gente disposta ad aiutarmi.

Molte star preferiscono nascondere i propri problemi...
È vero, ma non lo fanno perché è difficile aprirsi davanti a milioni di persone. Lo è anche per me, ma la considero un'opportunità di aiutare gli altri.

I tuoi fan ricambiano questa sincerità?
Sì, molti di loro mi raccontano le loro storie e alcuni mi dicono di come abbiano scelto di farsi aiutare perché hanno sentito che l'ho fatto anch'io. Gli sono sempre grata perché mi sono di continua ispirazione.



Nel disco ci sono canzoni intime e altre decisamente più party oriented: come hai mantenuto il giusto equilibrio?
Nella mia vita c'è anche tanta gioia, per cui non volevo fare un disco cupo. Volevo che ci fossero entrambi gli aspetti della mia personalità. Credo di aver raggiunto un equilibrio nelle canzoni grazie alla consapevolezza che ho di me.

Quando devi suonare dal vivo ti emozioni?
Ogni tanto mi sento nervosa prima di salire sul palco... ma soltanto se c'è un ragazzo carino nel pubblico! [ride]

E nella tua vita di tutti i giorni cosa ti piace fare?
Quando non devo lavorare, mi piace dormire. Ma anche andare al cinema: l'ultimo film che ho visto è stato Hunger Games, mi è piaciuto tantissimo!