di Camilla Sernagiotto

Tale padre, tale figlio.

E nel caso dei Beatles non c’è proverbio più azzeccato…

John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr hanno infatti lasciato in eredità ai propri discendenti non solo un corredo genetico e un patrimonio da leccarsi i baffi, ma anche una passione viscerale per quelle sette note che a loro cambiarono la vita.

Di tutti e quattro, infatti, non ce n’è uno che non abbia dato alla luce un promettente musicista: James McCartney, Sean Lennon, Dhani Harrison e Zak Starkey sono i rampolli di casa Beatles che hanno seguito le leggendarie orme dei padri.

L’ultimo della lista è diventato addirittura il batterista di un’altra band che ha fatto la storia del Rock, ossia gli Who.

E proprio lui è l’unico che storce il naso, quel suo nasone ereditato dal papà: Zak sarebbe l’unico non d’accordo, il solo a non essere entusiasta per questo progetto che è già sulla bocca di tutti, beatlesiani e non.

Ma il figlio di Sir Paul non intende certo rinunciarci e alla BBC ha dichiarato: "Io ci starei, Sean (Lennon) ci starebbe, Dhani (Harrison) ci starebbe. E se Zak non vuole, possiamo sempre rivolgerci a Jason (Starr)", riferendosi al secondogenito del celebre batterista.

Chissà se buon sangue non mente e se i padri apprezzeranno.

Di sicuro un detto popolare che arriva dritto dritto da Napoli calza a pennello: “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, nel senso di “ogni scarafaggio per la sua mamma è comunque bellissimo”.

Qui, però, gli scarafaggi in questione sono figli di papà.

Di nome e di fatto.