di Fabrizio Basso

Arisa è una ragazza fortunata. Se lo dice da sola Rosalba Pippa, questo il vero nome, trent’anni il prossimo 20 agosto. Seconda al Festival di Sanremo 2012 con “La notte”, ora se ne va in tour e fa tappa martedì 29 al Teatro Smeraldo di Milano.
Arisa con l’”Amami Tour” fa un bel giro d’Italia?
Sono contentissima. Tanta musica e a metà spettacolo un siparietto divertente.
Tipo?
Riguarda la vecchia Arisa, quella truccata in modo un po’ clownesco, quella di "Sincerità". Nostalgia canaglia…
Spero piaccia, spero che non parta un lancio pomodori in faccia.
Che canzoni esegue?
Un viaggio nella storia di Arisa più alcune cover.
Tipo?
“Personal Jesus”, “Viva la vida”, “Tanti auguri” per citarne alcune.
“Amami” è piaciuto molto.
Grande produzione, grande mixaggio. Quando inizi questo mestiere devi adattarti, ora ho potuto dire la mia.
Ora cosa le piacerebbe fare?
Dischi con gruppi indipendenti. Vorrei collaborare con Perturbazione, Afterhours (http://mag.sky.it/mag/musica/2012/04/13/afterhours_padania.html), Marlene Kuntz e Subsonica, anche se questi ultimi proprio indipendenti non sono.
Cosa vorrebbe fare?
Sperimentare. Rendere l’indipendente meno indipendente. Credo che se avessi la possibilità di cantare alcune loro canzoni potrebbero arrivare a più persone.
L’obiettivo?
Non si fa altro che urlare che il pop è piatto: non è vero è in buona salute e dunque bisogna evitare che l’accezione negativa si propaghi.
Come si trova senza la maschera degli esordi?
Voglio mostrare il mio essere femmina. Anche se riconosco di essere un po’ maschiaccio: le linee mascoline mi fanno sentire protetta.
Chi la veste?
Per l’Amami Tour mi veste Armani.
Cosa ascolta in questo periodo?
Varie cose tra cui “Amami”.
Si auto-ascolta?
Mi rivitalizza nei momenti in cui sono giù di morale.
Vale anche per i dischi precedenti?
No. Di quelli ascoltavo qualche pezzo, questo invece ho proprio voglia di spararmelo tutto.
Con cosa apre e chiude il concerto?
Apro con “Amami” visto che è l’”Amami Tour” e chiudo con “Pace”.