di Fabrizio Basso

Era un po' acidoacida quando la abbiamo conosciuta. Ora è meno Acido Acida, più serena, con lo sguardo che brilla e la voce che vibra. Eva Poles è tornata con un disco che si intitola Duramadre. Archiviata, per ora, l'esperienza Prozac + si lancia in una sfida personale.

Eva Poles quanto tempo in silenzio.
Ho ripreso a scrivere parecchio tempo fa ma senza l'idea di approdare a un disco.
Crisi creativa?
Con i Prozac + non ero io a fare le liriche e dunque si è un po' persa l'abitudine.
E dove ha ritrovato la penna?
Con i Rezophonic mi è tornata la voglia di scrivere.
Sfatiamo un mito: i Prozac + si sono sciolti?
No. Sono congelati. Forse torneranno, forse no.
Gli altri due Prozac Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio sono diventati i Sick Tamburo.
Mi piace quello che hanno fatto, non tutto ma il loro progetto mi è piaciuto.
Duramadre è un titolo impegnativo.
Ho trascorso parecchie notti in dormiveglia pensando al titolo. Questo mi è subito piaciuto. E' una parola che medica ma è anche la vita matrigna che ci impartisce lezioni severe.
Quale è la canzone chiave?
Forse Temporale. E' di due anni fa. Accompagna il balzo dalla depressione alla liberazione.
Ogni canzone sembra una storia a sé.
E' vero. Sono momenti di quotidianità.
Mai pensato di scrivere per altri?
Certo ma sono un po' gelosa. Mi piace come scrivo. Il mio limite è che non ho il dono della sintesi.
Quindi niente libri?
Non lo so ma di certo sarebbe un tomone
Pronta per il tour?
Non vedo l'ora, sto provando. Farò tutto il disco più qualche cover ancora top secret.
Cosa ascolta?
Dagli studi mi porto in dote Chet Baker, Billie Holiday e Nina Simone. Poi ci aggiungo, in ordine sparso, The Smiths, The Cure, Cocorosie e Block Party.
Chi vuole seguirla dove la trova?
Su twitter e facebook. Li c'è tutto di me.