di Fabrizio Basso

Il rapper dei sentimenti. Non quelli sdolcinati bensì quelli che ammantano l'umanità. Nesli, all'anagrafe Francesco Tarducci da Senigallia, li racconta, commenta e declina nel suo nuovo disco Nesliving vol. 3. Lo abbiamo ritrovato in abito da sposo, con i capelli colorati. Insomma diverso da come lo ricordavamo. Diverso dall'immagine che avevamo conservato di lui dal precedente L'Amore è qui del 2010.

Nesli, quante trasformazioni.
Mi ero un po’ stancato di quel che ero. E io ho l'esigenza di divertirmi.
Dunque?
Ci riesco solo trasformandomi.
Ma se si è sempre definito un abitudinario.
Vero ma trovo sempre il guizzo per cambiare qualcosa.
Amore e abbandono nelle liriche.
L'abbandono è il dramma della mia generazione.
Che intende?
Soffriamo la paura dell’abbandono.
Perché?
Credo sia un retaggio dei nostri genitori che ci hanno lasciato con tante cose non fatte e non dette.
E' un album autobiografico?
Racconto situazioni che ho vissuto.
Nessun pudore?
Non mi sono mai vergognato di nulla. E ne vado fiero.
Come ho detto sono un abitudinario che però sa cambiare. Sono la non vergogna trapiantata nella musica.
E' diventato un romanticone?
Un romantico della vita, non in senso tradizionale.
Anni fa litigò via musica con Marracash.
Storia vecchia.
Era per dire che con i suoi ragionamenti sui sentimenti rischia di scombussolare più di un animo.
Magari. Ho sempre sognato di poter svegliare qualche coscienza.
Il primo singolo è “Ti sposerò”: è un annuncio?
Credo nel matrimonio come istituzione, meno che una storia possa durare una vita.
Perché tanto scetticismo?
Il mondo cambia così rapidamente che a volte ci si sente in colpa per non riuscire a seguirne il ritmo.
Social network?
Facebook in primis. Lo uso da tempo. Ma anche twitter e instragram.
Tour?
Nel 2013. Ma seguitemi e state attenti perché ci saranno dei secret show.