di Fabrizio Basso

I Muse si scoprono intimisti e caleidoscopici. Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme escono il 2 ottobre 2012 con The 2nd law2, sesto album della loro ventannale carriera, e questa volta sparigliano e spiazzano. Li abbiamo incontrati nell'hotel che li ha ospitati nel fugace soggiorno milanese, per ascoltare con loro il disco e farcelo raccontare.

Che significa The 2nd law2?
Prende nome dalla seconda legge della termodinamica.
Riguarda?
Lo spreco di energia in un locale chiuso. Uno spreco inevitabile.
La salvaguardia ambientale resta centrale nelle vostre liriche.
Certo. Ma questa volta ci abbiamo messo anche i sentimenti.
Sarà perché qualcuno è diventato padre?
Anche. Di certo ascoltare un cuore che batte ancora nel ventre materno è impagabile.
Un disco nato rapidamente?
Eccome. Nonostante la stanchezza per il Resistence Tour abbiamo scritto 13 canzoni in quattro settimane. Siamo stati davvero rapidi. Ci abbiamo messo di più per la produzione.
Lo avete registrato in Inghilterra.
Per la prima volta abbiamo vissuto insieme. E' stato bello confrontarsi quotidianamente, discutere su testi e arrangiamenti. Ma ci siamo anche divertiti e speriamo che si percepisca quando uscirà il disco.
Madness è un pezzo straordinario.
E' un blues in 12 battute. Può sembrare lontanissimo dal nostro percorso ma c'è la convinzione che sia il pezzo migliore mai scritto. E' momento minimale, quello in cui hai appena litigato con una donna, lei se ne va e tu capisci che aveva ragione...lei.
Aprite con Supremacy.
E' una sorta di summa del disco. C'è una esagerazione di rullanti e tamburi. Poi all'improvviso compaiono echi di Morricone e il tutto cambia.
Su internet i fan sono in apprensione.
Per cosa?
Per i vostri stravolgimenti.
Internet è bello perché ognuno può esprimere una opinione. Vale anche per i concerti: ogni paese ha una reazione diversa su ogni singolo pezzo.
Che vi aspettate da questo disco?
Niente di particolare, solo che piaccia.
Concerti?
Partiamo quasi subito. Saremo in Italia a Bologna il 16 novembre e a Pesaro il 17. Poi nell'estate 2013 proveremo a conquistare Roma.
Siete famosi per scenografie super.
Con la crisi che c'è meglio un musicista in più e un effetto in meno. Comunque il palco sarà una piramide rovesciata. Quella almeno è l'idea di oggi.
Il rock è morto?
E' vivissimo! Anzi più vivo che mai.