di Fabrizio Basso

Campovolo chiama e in 150mila rispondono. Si voleva qualcosa di meno, in origine, si poteva osare qualcosa di più, ma alla fine 150mila persone sono davvero tante. Per chi non ha conquistato l'ambito biglietto ecco Sky Prima Fila che proporrà in diretta la serata. Una lunga notte di musica per portare sorriso e aiuti alle popolazioni emiliane prostrate ma non domate dal terremoto. In prima fila ci saranno i Nomadi. Insieme a Ligabue sono quelli che hanno tremato davvero. Loro sono di Novellara. Campovolo potrebbe essere l'occasione per ascoltare dal vivo Ancora ci Sei, il singolo del nuovo album che si intitola Terzo Tempo. Abbiamo incontrato Beppe Carletti, che con una manciata di telefonate organizzò il primo grande evento per l'Emilia, il concerto allo stadio Dall'Ara dello scorso 25 giugno. E ora eccolo, pronto per questa nuova avventura.

Beppe Carletti come è la situazione in Emilia?
Si va lentamente verso la normalizzazione. Certo ci vorranno anni perché il processo si terminato ma qui nessuno sta a guardare.
I soldi del concerto di Bologna?
Oltre un milione è andato agli ospedali di Carpi e a Mirandola. In totale abbiamo incassato circa 3,3 milioni di euro.
Siete attivissimi.
Abbiamo fatte su le maniche
Altrove no?
All’Aquila ad aprile era stato fatto poco. C'è una burocrazia più frenante.
Pronto per Campovolo?
Carichissimo
Qualche escluso si è lamentato?
A Bologna ho fatto io e ho cercato solo emiliani. A Campovolo non sono parte dell’organizzazione. Comunque le invidie ci sono sempre. Ma poi si appiana tutto.
Desideri?
Francesco Guccini.
Voi aprirete la serata.
Non è detto. Ci sono questioni tecniche.
Tipo?
Zucchero ha con sé 12 elementi, potrebbe iniziare lui per questioni numeriche e tecniche. Ci si sta ragionando.
Ci vorrebbe Augusto Daolio.
Sarebbe bello. E’ sempre stato uno fuori dalla regole. Al suo posto avremo Cristiano Turato, il nuovo cantante.
Che direbbe Augusto davanti a 150mila persone?
Lo stesso che disse la prima volta che siamo entrati in classifica: non facciamo troppo successo che io voglio continuare a girare per strada.
Il video di Terzo tempo è coraggioso: metterci una coppia gay è una scelta forte.
E' una coppia vera, non sono attori.
Poi ci sono la donna islamica, la donna che allatta e quella incinta cui il compagno bacia il ventre.
Ancora ci sei invita a volersi bene a ogni età.
Il computer penalizza.
Spersonalizza. Non c'è più il contatto fisico: bisogna riscoprire la pacca sulle spalle.
Basta tecnologia?
Quella serve. Ma vogliamoci bene guardandoci negli occhi.