di Fabrizio Basso

Quando l'unicorno esce dal castello con Lady Gaga sopra, la serata dei Little Monsters comincia davvero. Finisce un'attesa fatta di parrucche multicolore, di leggins a fibra umana, di stravaganze e apparenze. La regina del pop trasforma l'attesa in urla e per oltre due ore provoca, simula sesso, ricrea un parto, racconta le sue origini italiane e si arroga il diritto di essere il futuro e di non essere legata ad alcun governo.

Il Forum di Assago di Milano era sold out da giorni per la sola tappa italiana del The Born This Way Ball, con biglietti che arrivavano fino a 375 euro. Ma quando è apparsa, insellata sull'unicorno (un cavallo vero, travestito da equino mitologico, ndr) sulle note di Highway Unicorn i problemi quotidiani sono evaporati e per 12mila fan è iniziata una festa durata oltre due ore.

La scenografia è hollywoodiana, un castello con ponti levatoi, cancelli, terrazzamenti che si apre e si chiude a seconda delle canzoni e delle coreografie. Al suo fianco ballerini e ballerine. Non risparmia provocazioni: dal pubblico lanciano oggetti, lei raccoglie una t-shirt con scritto "Italia pride" e la indossa. Invita una stranita ragazza del pubblico ad affiancarla su una moto-tastiera nell'esecuzione intimista di Hair. E' una serata che neanche Houdini avrebbe saputo mettere in piedi: lei diventa motocicletta (nel vero senso della parola, con una ballerina che la guida), indossa reggiseni col mitra, maschere di ferro, body che la strizzano.

Il finale è esplosivo. Si parte con Americano e si prosegue con Poker Face. In Alejandro è sdraiata su un divano composto da fibre e tessuti umani e indossa il celebre reggiseno con mitragliatrici che paiono il prolungamento naturale dei capezzoli. Chiude, in uno stato di estasi collettiva, con The edge of glory e Marry the night. E la promessa che stupirà i suoi adorati Litlle Monsters per almeno altri trent'anni.