Di Marcello Barisione

Più che una band sono uno stile di vita. Sono i Manowar, “true metal warriors” forgiati dal metallo degli dei dell’heavy metal e giunti a noi con la promessa di diffondere il verbo. Non ci credete? Ecco il testo di uno dei loro cavalli di battaglia (corazzati) The Gods made Heavy Metal. Sulla cresta del Metal da oltre trent’anni sono allo stesso tempo tra le band più amate e discusse del panorama hard rock di tutto il mondo. Da una parte i detrattori che li accusano di essere prima di tutto tamarri, poco tecnici, sessisti, di estrema destra e ancora fermi agli album di esordio. Dall’altra i fan. Immortali come la band. Qualsiasi cosa decidano i loro Master (con puro riferimento a Dungeons and Dragons) va bene e non si discute. Semplice ed efficace. Piacciano o non piacciano alla fine i Manowar li conoscono tutti i fan del metallo e anche quelli che con il passare del tempo si sono evoluti o sono semplicemente invecchiati (male direbbero i fan). Nascosti tra generi musicali abbandonati spuntano nelle cantine i vecchi Cd, su vecchi diari si sfogliano i disegni medievali delle copertine. Poi un sorriso, con uno sguardo rassegnato alla bacheca delle “Nuove uscite”, leggendo dei nuovi record battuti e iscritti al guinness dei primati (band più rumorosa e concerto più lungo della storia) condito qua e là da dichiarazioni “hard” sulle riviste metal di Joey de Maio, il bassista fondatore del gruppo e creatore dell’Epic Metal. Il fuoco dell’Heavy Metal brucia ancora però e i numeri parlano chiaro: I “Manowarriors” sono ancora tra noi e sono ancora in tanti anche in italia. Oltre 650.000 fan su facebook, concerti stracolmi ad ogni data del tour o dei Festival (la loro specialità come la straordinaria performance al Gods Of Metal di Milano dello scorso giugno) e un nuovo album pronto al decollo da promuovere in un tour che promette spettacolo. A presentarci la nuova stagione di caccia dei guerrieri è proprio Joey DeMaio in procinto di partire per il LORD OF STEEL TOUR 2012 direttamente da Saragozza in Spagna.

Il mondo è in crisi, non ci sono soldi, i mercati crollano. Nessuno compra più dischi, come un tempo. Il metal però sopravvive. Perché?
Solo il vero metal sopravvive. Perché non è musica, è religione, è uno stile di vita. Un modo di vivere che piace non potrà mai morire perché è quello che ognuno di noi vuole. L’heavy metal non morirà mai.

Che progetti hanno i kings of Metal per la prossima stagione?
Abbiamo appena iniziato la prima parte di un tour che, tra novembre e dicembre, ci porterà in tutta Europa, Russia e America. A marzo continueremo la seconda parte del tour, ma prima saremo impegnati a comporre due colonne sonore, dopo aver appena inciso la prima per El Gringo con Emilio Estevez.

Che tipo di colonne sonore?

Siamo una band epica, romantica e potente. Ci ispiriamo al grande Ennio Morricone, vogliamo creare la giusta atmosfera con la nostra musica come solo lui ha saputo fare. In El Gringo abbiamo voluto omaggiare il maestro con un atmosfera western anche se ispirata ai giorni nostri. Lavoreremo con Jean Claude Van Damme nel suo nuovo film che vi posso assicurare “Spacca!” In più abbiamo iniziato anche una collaborazione con una casa di videogames la HiRez. “Sons of Odin” sarà la colonna sonora del gioco on line Smite.

Vi state evolvendo in vera band 2.0?
Ad oggi abbiamo una fitta community che alimentiamo con tanti contenuti dei fan. Vogliamo regalare ad ognuno di loro il fuoco che ci batte dentro. I fan sono i nostri eroi, persone potenti e meravigliose. I nostri fan sono i migliori del mondo e noi gli offriamo sempre il meglio, offrendo loro per primi il nostro rispetto. Abbiamo deciso di lanciare on line una pre versione del nuovo album “The Lord of Steel” per ringraziarli. Quando possiamo, anche nei Festival ci portiamo il nostro impianto, tu che c’eri l’hai sentito a Milano che botto? Solo noi abbiamo un impianto cosi. Noi non ci fermiamo mai.

Nel nuovo album ci sono meno testi epici rispetto agli scorsi, il tuo basso ha nuove sonorità, anche il look è cambiato. Sono questi i nuovi Manowar?

I Manowar sono sempre gli stessi. Come la vostra pasta. hai presente? Questo è un nuovo capitolo della nostra storia. Non mi piace sempre mangiare la “carbonara”, mi piace mangiare anche le penne “all’arabiata” o con “lasagna”. Tu mangi sempre la stessa pasta?

Siete tornati da poco in Italia dopo dieci anni di attesa. Lo scorso anno avete suonato al Gods of Metal di Milano ed è stato un grande successo. Tornerete?

Amo tutto dell’Italia. Amo la mia Calabria, amo il vostro vino specialmente quello dell’amico scomparso Sergio Zenato (NDR Sua la citazione nello speech di al Gods 2012?). Mi è piaciuto molto il concerto di Milano. Voi italiani siete dei fuori di testa, siete degli animali, soprattutto le ragazze. Vi piace godervi la vita, siete “pazzi”, ma come piace a me, perché vi rispettate. In ogni posto dove suoniamo è pieno di italiani e a tutti voi dico che torneremo presto e non in un festival, ma con le nostre attrezzature, schermi e il nostro muro del suono. Sarà un evento epocale.

Manowarriors è la canzone del nuovo album che più di ogni altra sintetizza il pensiero di come deve essere vissuta la vita da Manowar. Sarà il vostro nuovo inno di battaglia?
Il nuovo album esce il 19 ottobre. Abbiamo totalmente rimasterizzato la versione che avevamo messo on line e ti posso assicurare che distruggerà le casse di casa tua. La tua faccia si scioglierà con il bonus track Kingdom of Steel che è potentissima. Noi crediamo ciecamente nei nostri fan, Manowarriors sarà sicuramente il nostro nuovo inno di battaglia.