di Camilla Sernagiotto

Dalla Russia con amore.

Sì, perché nonostante il passaporto americano, la ragazza in questione ha origini sovietiche da sbandierare a testa alta: sua mamma è Elka Zolot, cantante di quel gruppo di pioniere del garage e surf punk che va sotto il nome di Trashwomen.
E anche se sia sua madre sia lei sono nate nella terra della libertà a stelle e strisce, qualcosa delle loro origini russe è rimasta, in primis una bellezza da bambole di porcellana.

Stiamo parlando di Kreayshawn, al secolo Natassia Gail Zolot alias la rapper ventiduenne che sta facendo impazzire grandi e piccini.
Piena zeppa di detrattori come tutti gli astri nascenti dotati di due belle gambe e occhioni da cerbiatta, la ragazza è oggetto di odio & amore da parte di teenager e attempati cultori del genere ma non solo; il suo rap, infatti, è ben digeribile anche da quegli stomaci più portati per la musica leggera e sono proprio le infiltrazioni Pop che hanno incoronato la ragazza a reginetta della rete.

Prima ancora di avere un disco vero e proprio sul comodino, Kreayshawn ha avuto la fortuna di realizzare il suo sogno nel cassetto in tempi record: le sono bastati pochi videoclip (da lei interamente girati anche in qualità di regista) per fare il botto in rete, collezionando clic su clic.

Galeotto fu il video di Gucci Gucci, che nel giro di pochi giorni contò la bellezza di milioni di visualizzazioni su YouTube e che a poco più di un anno di distanza è stato visto da quasi quaranta milioni di internauti.
Numeri non da poco, diciamo un bel terno al lotto per una ragazzina che dal niente è diventata famosa tanto quanto le vere Pop Star.
Proprio loro sono le sue muse ispiratrici, in particolare Lady Gaga (a cui assomiglia tantissimo), Katy Perry e Gwen Stefani.

Ma il suo cuore palpita soprattutto per la compianta Amy Winehouse, a cui si è ispirata nel look, nei tatuaggi sparsi dappertutto, nello stile alla Bettie Page e nella frangetta tanto in voga tra le Suicide Girls.
Un pedigree che le permette di accedere a qualsiasi scena, da quella Pop alla Rap, da quella Hip Hop alla Soul.

Per gli amanti di testi farciti di parolacce, fuckin’ e scurrilità a destra e a manca a cui fanno da contorno video con tinte fluorescenti alla Minaj, prestiti dai fumetti, dai videogame anni Ottanta/Novanta e dalle sigle dei Cartoon, Natassia Gail Zolot è il nome che stavate cercando (anche se nei negozi di dischi è catalogata sotto la K).

Nei suoi videoclip non potevano poi mancare cliché Hip Hop come i graffiti, la street art, le bombolette, le tag, i manga e i writer, tuttavia la ragazzina sembra aver introdotto una novità che sarà la gioia delle femministe, ossia una sorta di matriarcato Rap in cui solo le donne possono dire la loro.

Nei suoi video le uniche ad aver accesso alla musica sono protagoniste in gonnella e forse ecco svelato un altro dei tanti motivi del suo successo.

Con oltre mezzo milione di followers su Twitter, era praticamente ovvio che il suo primo disco Somethin’ ‘out Kreay (uscito lo scorso agosto) sarebbe stato un successone.

E così è stato.
Ecco i videoclip che l’hanno consacrata a stellina del rap e dell'hip hop, checché ne dicano…