di Camilla Sernagiotto

L’attesa è stata lunga, ma ne è valsa la pena.

Finalmente la terza fatica discografica firmata Bat For Lashes è arrivata dritta dritta negli stereo dei cultori dell’indie d’autore: s’intitola The Haunted Man e rispecchia fedelmente il detto “non c’è due senza tre”.

Dopo l’album di debutto Fur and Gold del 2007 e il secondo disco Two Suns del 2009, infatti, non poteva mancare un nuovo fiocco azzurro in casa Parlophone degno dei fratelli maggiori.

Il pubblico (già innamoratissimo di lei agli albori della sua carriera) e la critica (totalmente conquistata nel 2009 quando ascoltò i “due soli”) si sono ritrovati ad annuire con soddisfazione e massimo godimento ascoltando in cuffia il nuovo titolo sfornato da Natasha Khan, la trentatreenne anglo-pakistana che si cela dietro al nome Bat For Lashes.

Definita dalla stampa inglese senza troppi giri di parole come “la cantastorie del Nuovo Millennio”, la sua ugola d’oro zecchino è stata accostata a quelle delle varie Björk, Tori Amos, Fiona Apple e Annie Lennox, tuttavia l’eclettismo e l’originalità di quel genere forgiato dalle note atipiche di Natasha la rendono unica e inimitabile.
Almeno finché qualcuno non riuscirà a scoprire quell’ingrediente segreto che sta alla base delle sue ricette folk, synth e pop.

Per ora la sua voce calda, le sue melodie ammalianti, il suo sguardo misterioso e la sua bellezza da copertina di Vogue sono uniche e irriproducibili, motivo per cui l’unico modo di carpire la sua essenza è affidarsi al suo last but not least The Haunted Man e, ciliegina sulla torta, non perdersi il live di Bat For Lashes il 19 novembre a Milano, unica data prevista dal tour della cantante.

Se qualcuno dovesse ancora essere titubante, ecco dei validissimi antidoti video che scacceranno ogni esitazione: