di Barbara Ferrara

La presentazione del nuovo attesissimo album di Franco Battiato è un’amabile conversazione a metà tra filosofia e fisica quantistica, politica e padri rogazionisti, musica e reincarnazione. Aneddoti, battute sarcastiche e disquisizioni sull’esistenza. Niente di scontato né di prevedibile, in fin dei conti lui ha sempre amato mettersi "contro", basti dire la sua collaborazione con Manlio Sgalambro, che lo stesso Battiato definisce ateo.

Parole di sostanza in libertà, leggere e profonde come la musica del maestro che non smette di esplorare gli antichi territori dell’animo umano e stupire con l’ironia propria che lo contraddistingue. L’uscita di “Apriti Sesamo” segna il ritorno dell’artista dopo il suo ultimo lavoro, Inneres Auge del 2009. Tutto e niente è cambiato da allora. Il disco, scritto a quattro mani con l’amico e filosofo Manlio Sgalambro, è il ventottesimo della sua lunga carriera. Il migliore, secondo il cantautore.

Una festa di licenze poetiche e citazioni, dalle contaminazioni pop a Dante, passando per la musica secentesca ispirata al sacerdote Stefano Landi di Passacaglia, singolo che anticipa l’album e che dal 5 ottobre in pochi giorni ha superato i centomila clic su Youtube. Il testo racchiude l’essenza di un autore che con umiltà e passione, nonostante i suoi 67 anni di età e la carriera brillante, è alla continua ricerca di sé.

Battiato se dovesse descrivere il suo nuovo lavoro in poche parole?
Dico che mi riavvicina alla mia infanzia, è un lavoro molto ottimista e un disco di compassione.
Come nasce?
L’avevo in testa da sempre. E’ figlio delle campane che suonano nel mio paese all’imbrunire.
Il sodalizio artistico con Manlio Sgalambro è più forte che vent’anni fa…
Sì, lui interviene con tutta la libertà del filosofo che è. Ma il musicista sono io e l’ultima parola sui testi è la mia, non si è mai offeso.
Il titolo fa pensare a una formula magica, a qualcosa di misterioso, è così?
Sì, credo nella magia dell’essere umano, che è una macchina spettacolare. Pronunciare “apriti sesamo” è un invito a liberarsi dalla trappola dell’ego. L’unica avvertenza è che bisogna crederci.
Credere anche nell’aldilà?
L’aldilà è certo, dopo la morte non c’è una fine, sarebbe bello ma così non è. Dipende tutto da quello che hai fatto, tornare sulla terra in regni inferiori perché nel corso delle tue vite precedenti ti sei comportato male è orribile.
Un tema affascinante, la Chiesa ha sempre preferito tacere a riguardo: cosa ne pensa?
Cristo parla della reincarnazione nel vangelo di Nicodemo. Ma quando ho chiesto ad alcuni prelati del Vaticano la loro opinione,  mi hanno risposto che “queste sono cose delicate”: in realtà dietro c’è la paura di perdere il gregge e il potere.
Cosa pensa della situazione politica e sociale di questi giorni?
Vedo sempre più gente che non riesce a vivere. Sono in molti a non arrivare alla fine del mese, c’è chi ha dei figli e non sa come crescerli, chi ha mutui che non può più pagare, tutto questo è inaccettabile. Chi guadagna bene deve pagare le tasse per dare il proprio contributo.
Il tour?
Farò tante date all'estero, sarò in Italia da fine gennaio ai primi di marzo. E sarà molto rock!

Guarda il video di Passacaglia su youtube