di Camilla Sernagiotto

Se è vero che il sogno che si annida in ciascuno di noi è quello di diventare una Rock Star, anche chi ce l’ha fatta nel campo del cinema non può esimersi da questo desiderio.

E infatti i vari Martin Scorsese e Spike Lee si sono lasciati attrarre dalle luci del palcoscenico e hanno deciso di imbracciare non una chitarra o un microfono, ma la loro cinepresa con cui documentare i Big delle sette note.

Proprio Scorsese è uno dei registi più appassionati di musica a cui si devono capolavori come Dal Mali al Mississippi (dedicato alle origini del Blues), No Direction Home incentrato sulla figura mitica di Bob Dylan e Shine a Light alias vita, morte e miracoli degli apostoli del Rock che vanno sotto il nome di Rolling Stones.

L’ultimo della lista di titoli musicali firmati dal grande maestro è George Harrison-Living in the Material World (in onda il 12 novembre su Sky Cinema Cult) che narra la storia dell’amato beatle:



E tra i Big della musica protagonisti di film che ne testimoniano la grandezza non poteva di certo mancare Lui, il Re.
Stiamo parlando ovviamente di Michael Jackson, l’astro più luminoso del firmamento Pop, a cui Spike Lee ha dedicato Bad 25 in occasione del venticinquennale dell’uscita dell’omonimo album.
Ma Jacko non è certo un nome nuovo nel genere documentaristico, basti pensare a This Is It, il documentario realizzato a partire dal materiale girato dal cantante stesso nei giorni immediatamente precedenti il suo decesso, proprio mentre preparava le coreografie per l’omonimo tour.



E a proposito di Reali del Pop, non poteva mancare all’appello un documentario sulla vita della Maria Antonietta della musica leggera alias Veronica Ciccone.
Il suo documentario A letto con Madonna registrato durante il world tour Blond Ambition è una testimonianza perfetta della carica che da sempre connota la Regina delle sette note.

Non poteva tirarsi indietro Sir Elton John, visto che tutti i suoi esimi colleghi avevano un documentario segnato in grassetto nel Curriculum Vitae, così si prestò come protagonista (e soggetto) di Elton John: Me, Myself & I.



Seguendo l’esempio del collega e amico Martin Scorsese, anche Wim Wenders si diede ai documentari musicali.
Il primo di una fortunata lunga lista è il cult Buena Vista Social Club del 1999, dedicato all’omonimo club dell'Avana riservato ai neri durante gli anni della dittatura di Fulgencio Batista.

Ma anche il Punk è stato ampiamente filmato e documentato, in particolare dal regista britannico Julien Temple a cui si deve il meraviglioso Il futuro non è scritto - Joe Strummer dedicato al cantante e chitarrista dei mitici Clash: