di Michele Sancisi

E' difficile calcolare la distanza che separa Giorgio Gaber da Cesare Cremonini o da Patti Smith. Forse perchè il cantautore milanese scomparso 10 anni fa a capodanno era molto più che un autore e interprete di canzoni, era ciò che si definisce un "profeta", ovvero, etimologicamente, colui che vede e "dice davanti a tutti". Ma un decennale va celebrato e la Fondazione Gaber, che tutela e valorizza con passione la sua eredità artistica, ha già frugato in tutti i cassetti. Perciò non resta che la strategia della cover, amata-odiata passione collettiva dei nostri tempi. Sono 50 i cosiddetti "big italiani" (più la poetessa del rock americano) riuniti nella tracklist del triplo cd in uscita con il titolo "2003-2013 per Gaber ...io ci sono": da Adriano Celentano a Laura Pausini, da Franco Battiato (un cover-maniaco) all'amico Enzo Jannacci (a sua volta super-coverato soprattutto in tv). "Attorno ai profeti si è sempre generato un popolo, una razza" ha detto il produttore del lavoro Massimiliano Pappalardo alla presentazione dell'opera a Milano (alla presenza del sindaco Giuliano Piasapia che annuncia grandi sorprese per la celebrazione meneghina di questo decennale). Ci sia consentito il beneficio del dubbio: l'autore di "Quando è moda è moda" che gridava "io sono diverso, e quasi certamente solo" è refrattario ad ogni "apparentamento" forzato.

Ma la curiosità di navigare tra queste 50 riletture del mondo gaberiano ci guida da "Ciao ti dirò", stampata nel primo 45 giri del 1958 (qui però nella versione live dell'ultima apparizione tv con Celentano), fino a "Io non mi sento italiano" (versione Articolo 31) dall'ultimo folgorante album uscito postumo nel 2003: il cofanetto acquistabile in cd o in digital download ripercorre in ordine cronologico l'opera del Signor G. passando attraverso i momenti più significativi del Teatro Canzone inventato da Gaber con Sandro Luporini. Il verso finale del brano "Io come persona" è stato scelto come titolo generale dell'opera a sintetizzare il senso di un percorso artistico inimitabile, sempre dentro al proprio tempo, ma anche la disponibilità di tutti i cantanti invitati dalla figlia Dalia Gaberscik a rendere omaggio al padre con una sua canzone.

"Ho bisogno di un delirio che sia ancora più forte, ma abbia un senso di vita e non di morte..." diceva Gaber nel brano "Il delirio". E' così forse che va accolta questa operazione discografica che può scontentare i puristi ma che fa di un anniversario funebre una festa di compleanno, colorata dalla musica che il Signor G ancora ispira. Chi ama profondamente un artista come Gaber, o come Fabrizio De Andrè, soffre giustamente all'idea di sentire separate le sue canzoni dalla sua voce. Eppure l'eredità dei grandi va tenuta viva e non c'è modo migliore che estrarla da una teca e buttarla nel mondo.

Oltre alla versione Standard di questo che è il più grande tributo mai realizzato nella storia della musica italiana, "…io ci sono", è disponibile anche in versione Deluxe, una preziosa confezione in tiratura limitata e numerata che si arricchisce di 3 tracce aggiuntive (Roberto Cacciapaglia con "Non arrossire", Ron con "Quando sarò capace d'amare" e Mina con "Lo shampoo") e di un libro che approfondisce il lavoro di Giorgio Gaber con i contributi di Vincenzo Mollica, Salvatore Veca e Michele Serra. Nella confezione Deluxe anche alcuni memorabilia come una poesia dedicata a Gaber da Renato Zero e 3 rare fotografie, realizzate per l'occasione in formato speciale: il primo scatto è di Luigi Ciminaghi (1968); il secondo è di Andrea Scanzi (1991) e il terzo è di Guido Harari (1993).

Completano la Deluxe 2 DVD: "Secondo me Giorgio Gaber", con interviste ai 50 artisti presenti nell'album e "Inediti e rarità" che contiene una selezione di filmati amatoriali per la prima volta messi a disposizione dalla Fondazione e che costituiscono una vera e propria "chicca" per fan gaberiani. Brani come "Mi fa male il mondo" vengono proposti infatti per la prima volta in versione video, insieme all'ultima apparizione pubblica di Giorgio Gaber nel programma "125 milioni di caz..te". La versione digitale di "...io ci sono" infine conterrà, oltre ai 50 brani della tracklist standard, 4 tracce esclusive: Giulio Casale con "La festa", Paolo Benvegnù con "Io e le cose", Bandabardò con "L'odore" e Luca Carboni con "Far finta di essere sani".