di Marco Agustoni

Duke Montana fa rap ormai da tempo. Tanto tempo. E dai suoi esordi con i Power MCs, passando per la collaborazione con i Truce Klan, fino al suo attuale lavoro da solista, di esperienza ne ha accumulata parecchia. Naturale quindi che avesse un bel po’ di passione da trasmettere a suo figlio ormai diciottenne, che si è appassionato all’hip hop sin da bambino e che ha cominciato a produrre le sue prime basi appena adolescente. E che oggi, con lo pseudonimo di Sick Luke, può già vantare collaborazioni eccellenti. Duke è appena uscito con il suo ultimo album Stay Gold, in cui compaiono tra gli altri Club Dogo, Emis Killa e Fabri Fibra: le basi sono tutte opera di Sick Luke. E visto che una collaborazione di questo tipo tra padre e figlio è una cosa rara nell’hip hop, i due hanno deciso di raccontarci quest’esperienza in una breve intervista e, soprattutto, in un video realizzato in esclusiva per Sky.it in cui mostrano il loro lavoro in studio.

Partiamo, molto banalmente, dal titolo: cosa significa per te Stay Gold?
Duke Montana: Prima di tutto è un omaggio all’età d’oro dell’hip hop, la cosiddetta Golden Age. E poi mi sono ispirato al film I ragazzi della 56ª strada, che parla di fratellanza e lealtà.

A proposito di Golden Age, da quando hai cominciato tu di cose ne sono cambiate parecchie…
DM: Mamma mia, è incredibile, adesso il rap lo ascoltano tutti, si è diffuso tantissimo.

Ma trovi che si sia perso qualcosa a livello di valori, rispetto a quegli inizi?
DM: Il “party rap” è sempre esistito, basta pensare a Rapper’s Delight della Sugarhill Gang. Anche a quei tempi c’erano l’oro, le bitches… come lo facevano a quei tempi, lo si fa pure adesso. L’hip hop è tante cose ed è anche tutto questo. Se te sei fatto in un modo, devi rimanere fedele a te stesso. Sta a te scegliere in quale direzione andare, l’importante è che non ti fingi qualcosa che non sei giusto per vendere.

Contando anche Grind Muzik II, in pochi mesi hai pubblicato due dischi: si può dire che l’ispirazione non ti manca…
DM: Più che altro è lui che mi sprona. Siccome abito con mio figlio, sono sempre il primo a cui lui fa ascoltare le sue produzioni e sono così buone che spesso mi viene voglia di cantarci sopra. E siccome è molto prolifico, cerco di stargli dietro con i miei testi.

La passione per l’hip hop, Luke, ti è nata in maniera spontanea o in qualche modo sei stato “spinto” da tuo padre?
Sick Luke: Mi ricordo che sin da quando ero piccolo mi piaceva l’hip hop.
DM: Sì, da piccolino si buttava per terra e faceva la break dance… gli facevo vedere i video, crescendo con me vedeva questi matti che giravano sulla testa e allora lo faceva pure lui. Poi mi vedeva mentre scrivevo le canzoni…
SL: Infatti quasi tutte le sue canzoni le conosco, anche se sono vecchissime o non sono mai uscite.



E a chi è venuta l’idea di dare vita a questa insolita collaborazione?
DM: Quando lui ha cominciato a fare le basi, tipo a 12-13 anni, gli ho detto che sarebbe stato fantastico che poi ci rappassero sopra i suoi amici, oppure i miei colleghi. Però gli ho anche detto che volevo essere il primo a mettere la voce su una base sua. E così ho registrato Making Moves, che sta su Grind Muzik I. Ci tenevo, a essere il primo!

Luke, hai già altri progetti all’attivo oltre a Stay Gold?
SL: Sì, mentre registravamo Stay Gold stavo già lavorando ad altri dischi. Ora sto producendo il mio disco in italiano, che dovrebbe uscire tra gennaio e febbraio e nel quale ci saranno molti special guest, sia underground che mainstream, tipo Primo, Entics, Gue Pequeno

Tornando a Stay Gold, come si colloca rispetto ai tuoi precedenti lavori, Duke?
DM: Sempre lì, nel senso che sono sempre me stesso, c’è la strada, la lealtà, la determinazione ad andare avanti. Penso che sia il migliore disco che ho mai registrato in vita mia… perché ci stanno le sue basi!

Anche in Stay Gold ci sono un bel po’ di featuring importanti: qual è stato il criterio principale di scelta, l’amicizia o la stima lavorativa?
DM: Tutte le persone che stanno nel disco le conosco e sono miei amici. Oltre ad aver rispetto per loro, sono pure bravi a fare rap, per cui è stato naturale includerli nel disco.

Parlando di giovani, c’è chi storce il naso quando si parla dei nuovi rapper nati su Youtube e social network che magari non hanno ancora tanta esperienza sul campo: tu Duke cosa ne pensi?
DM: Per me fanno bene. Perché chi fa rap da dieci anni può mettere il suo video su Youtube, mentre uno che lo fa da due giorni non può? Chi è che scende dal cielo e decide? Adesso la maggior parte delle persone sta su Youtube e sui social network, e se uno si vuole far conoscere, prende e mette il video su internet. E perché no?

Per chiudere, qual è il pezzo del disco a cui vi siete più affezionati e perché?
DM: Sogni infranti e Loyal, perché sono dedicati alle persone che amo di più. I miei genitori, che sono deceduti, e Luke. Loyal è dedicata a lui.
SL: Io dico Sogni infranti, perché è dedicata ai nonni.

Qualcosa da aggiungere?
DM: Comprate il disco, mi raccomando, e sostenete il rap italiano che in questo momento sta spaccando!