di Marco Agustoni

The Vaccines stanno bruciando le tappe piuttosto in fretta: solo un anno fa esordivano con il loro primo disco, What Did You Expect from the Vaccines?, e già ora, sul finire del 2012, si ritrovano con il secondo album Come of Age nelle parti alte delle classifiche e con un tour mondiale che li porterà presto in Australia. Nel frattempo, i quattro di Londra hanno affrontato la data milanese ai Magazzini Generali con un sold out: li abbiamo incontrati sul posto poco prima del loro show, dove li abbiamo intervistati e abbiamo immortalato il loro sound in un video esclusivo che li mostra dietro le quinte.

Stasera suonate: vi va di descrivere i vostri live in tre parole?
Energici, veloci e chiassosi!

La situazione più strana in cui vi siete ritrovati a suonare?
Una volta abbiamo suonato in una grotta, nel Nord dell'Inghilterra, ma ci è capitato anche di fare uno show in un mattatoio, a Madrid. Ci siamo esibiti in un bel po' di situazioni strane...

Il comportamento più strano del pubblico?
Una volta una ragazza si è lanciata da un'impalcatura a qualcosa come cinque metri di altezza. Quella non è stata una grande idea. Il migliore invece è stato un ragazzo che si è messo a fare crowdsurfing sulla sua carrozzella.

La canzone che durante i vostri live trascina di più il pubblico?
If You Wanna, dal nostro primo album, non tradisce mai!

Vi trovate più a vostro agio sul palco o in studio?
Decisamente sul palco. Ma il bello di questo lavoro è anche poter variare, per cui quando siamo in giro a suonare ci manca lo studio e viceversa.

E le canzoni, come nascono: per lo studio o per i live?
Visto che il nostro interesse principale era poter suonare dal vivo, per il primo disco abbiamo scritto le canzoni appositamente per il palco. Per Come of Age invece è stato un processo un po' più equilibrato.

Si dice che il secondo album sia il più difficile: meno tempo e più pressioni...
Diciamo che dal secondo in poi sono tutti più difficili del primo. Per il primo disco hai già un mucchio di canzoni pronte tra cui scegliere, mentre dopo le cose cambiano. Ma c'è anche da dire che prima di diventare famosi avevamo altri lavori, per cui avevamo molto meno tempo da dedicare alla musica, mentre ora facciamo solo questo. Dal punto di vista delle pressioni invece non le abbiamo sentite, o meglio le abbiamo consapevolmente evitate.

E dal vostro punto di vista il risultato si è sentito?
Certamente. Non saremmo mai usciti dallo studio se non fossimo stati sicuri di aver fatto un disco migliore del primo.

Molte rock band considerano la parola Pop una specie di insulto. Voi invece no...
Niente affatto. Anzi, lo consideriamo un complimento. E poi rock e pop si sono compenetrati da sempre, questo tipo di divisioni non hanno molto senso.

Se poteste scrivere la colonna sonora di una serie tv?
Sherlock non sarebbe male. E anche Breaking Bad!

E di un videogioco?
Ci piacciono soprattutto i giochi di calcio... quindi FIFA!

Se invece aveste la possibilità di trasformare una vostra canzone in un film, quale scegliereste?
Probabilmente Teenage Icon potrebbe diventare un film. Magari non un gran film, ma comunque un film...

(riprese e montaggio a cura di Davide Prà)