di Fabrizio Basso

La voce va oltre la pellicola. Violante Placido ha deciso di sfidare la musica e lo ha fatto con coerenza e convinzione. In primavera uscirà con un album che porta il suo nome ma alcune canzoni le ha proposte già nell’appendice di un tour lungo circa trenta date e che ripartirà nella primavera del 2013. Sky.it la ha intervistata e la voce è calda. Modulata. Più da popstar che da attrice.

Violante Placido siamo nel suo emisfero musicale.
Non è una sorpresa. La musica attraversa un periodo di difficoltà e dunque è naturale mettere in rete, in anteprima, delle canzoni.
Una anticipatrice.
Arrivo da un tour nel quale ho già presentato brani che faranno parte del mio prossimo disco.
Lavoro faticoso?
Ho invaso lo studio di Lele Battista. E’ nata una bella empatia. Ma il disco non è ancora ultimato.
Quando?
A gennaio tiriamo le somme. Un singolo in digitale è già uscito e un altro arriverà ancora.
Non ha fatto un pensierino sul Festival di Sanremo?
Non vivo di certezze e poi mi sento più a mio agio con l’inglese.
C’è un motivo?
Probabilmente per i miei ascolti del passato. Ma ora grazie anche a Lele Battista sto conoscendo la soddisfazione di cantare nella mia lingua.
Esperienza già avviata con Mauro Ermanno Giovanardi.
Lui è stato l’inizio del percorso. Mi è sempre rimasto vicino ed è stato un incontro bello. Mi ha dato consigli e supporto. E con lui ho provato la gioia di condividere il palco.
Questo singolo We will Save the Show richiama la fine del mondo…in base alle previsioni Maya.
Una coincidenza che mi piace.
Come vive questo periodo?
Serve ottimismo. Ma deve essere supportato da azioni.
Dura, vero?
E’ un periodo nero per l’Italia. Anche nel mio lavoro è difficile e bisogna avere la forza di portare avanti i propri progetti. Bisognerebbe essere autonomi.
Mica facile.
Ho relizzato una canzone per il film Evil Things - Cose Cattive, il film di Simone Gandolfo prodotto da Luca Argentero: si intitola Hey Sister. E' stato presentato all’ultimo Noir in Festival di Courmayeur. Il regista ha fatto tutto da solo. Oggi bisogna o cercare aiuti dai privati o ingegnarsi da soli.
Lei ha lavorato all’estero: non ha voglia di fuggire definitivamente?
Si hanno più possibilità anche se stiamo attraversando una crisi mondiale.
Una differenza ci sarà.
Certo: in alcuni luoghi se hai buone idee può essere più semplice realizzarle.
Insomma meglio andare?
Se sei giovane partire aiuta a recuperare ottimismo.
Lei parte in tour?
In primavera. Prima il disco.