di Fabrizio Basso

Gianna Nannini si tinge di Motown ma per il tour sceglie il rock. A due anni di distanza da Io e te, disco che passerà alla storia per lei col pancione in copertina, nasce Inno, 13 canzoni figlie di un nuovo linguaggio e di una voglia folle di uscire da una crisi mondiale. E lei promette emozioni capaci di farci buttare cuore e muscoli oltre il crepaccio.

Gianna Nannini partiamo dal linguaggio.
La collaborazione con Wil Malone è sempre più intensa. E' un disco creato per me, per la mia voce. Io non copio nessuno.
Cita Elsa Morante in Tornerai.
Leggo poco e quel che leggo deve trasmettere emozioni. Avevo da poco lasciato la Toscana per vivere a Milano e mi fecero leggere Il mondo salvato dai ragazzini della Morante. Mi ha aperto un mondo sonoro.
Il titolo Sex Drugs and Beneficenza fa sorridere ma ha contenuti inquietanti.
Ironizzo sulla beneficenza: oggi è gestita da multinazionali. La globalizzazione ha creato non poveri ma bisognosi.
La crisi si sente?
E' mondiale. Mi spiace che in Italia si traduca spesso in omofobia e razzismo. Abbiamo tradizioni da paese ospitale.
Sonorità molto black.
Si sentono, eh? C'è dentro un po' di Motown, c'è Etta James e anche il film Cadillac Records.
Ha scritto un brano per Marco Mengoni per Sanremo.
Ci siamo conosciuti e mi è piaciuto. Bisogna supportare i nuovi talenti con musica creativa e non con contenuti che non gli si addicono o con cover.
Sappiamo che sua figlia Penelope le ha dato una mano...
E' vero. In Ninna nein io lavoravo al piano, lei è arrivata e il microfono è rimasto acceso e mi ha indotto ad apportare qualche correzione alla canzone.
C'è poca Isabella Santacroce in questo disco.
Aveva appena finito un suo libro ed era stanca. Ma la nostra collaborazione, molto telefonica, prosegue e si vedrà anche in prossimi lavori.
Invece Pacifico è sempre più in simbiosi con lei.
Mi ha telefonato e mi ha detto che la prossima canzone la facciamo telepaticamente. E' il mio punto di riferimento per i testi.
La cover di "Inno" è molto minimalista, sembra indossi un saio.
Volevo qualcosa che staccasse dal rock, basta con le borchie. Ecco perché ho optato per un look essenziale.
Sappiamo che è andata al concerto di Lady Gaga.
Informato. E' una vera ganza trasformista.
Il suo tour?
Comincio il 12 aprile a Roma faccio un po' di Italia e poi me ne vado all'estero.
Chi la veste?
Giorgio Armani.
La musica vince quando...
Esprime verità.