di Marco Agustoni

Vacca è un musicista che ha una storia complessa, fatta di traiettorie imprevedibili che portano dalle strade di Milano dritto fino a Kingston, in Giamaica, dove il rapper è ormai di casa. In questi mesi è uscito con il suo nuovo disco, Pazienza, in cui c’è anche lo zampino di un altro italiano emigrato in Giamaica, Alborosie, uno degli artisti reggae più apprezzati del momento. Tra i featuring figurano invece mc di fama come Mondo Marcio, Emis Killa e Noyz Narcos. In Italia per promuovere il disco e portarlo sui palchi, Vacca ci ha concesso un’intervista in una pausa tra un impegno e l’altro.

Partiamo dalla Giamaica. Personalmente, cos'hai trovato nella Terra di Bob?
Ho trovato la tranquillità che manca in Italia. Tranquillità non tanto economica, ma intesa come prendersela più con calma e godersi la vita. La gente lì ha poco, ma vive il tempo in un modo diverso.

In Italia c'è una visione forse un po' idealizzata della Giamaica. Ma la realtà com'è?
Nel concreto è un posto non facile, dove devi avere centomila occhi per strada, perché ci sono delle problematiche diverse da quelle del nostro paese. C'è tanta povertà e di conseguenza c'è criminalità. Di contro, è un posto con paesaggi stupendi e gente allegra e piena di voglia di vivere.

Da straniero è stato difficile farti accettare?
No, non ho vissuto episodi di razzismo nei miei confronti. Poi, avendo lì famiglia sono visto anche in un modo un po' diverso.

La Giamaica ha avuto un'influenza netta anche sul sound dei tuoi dischi, che si sono aperti sempre più ai ritmi in levare...
Nei miei dischi in realtà accade già da un po' di anni, ma su Pazienza la cosa è stata più marcata, perché volevo dare un tocco diverso. Mi è stato utile poter collaborare con Alborosie, che mi ha aiutato nel curare la parte un po' più reggae e caraibica dell'album. Gli altri produttori, che tranne uno sono tutti italiani, mi hanno invece dato una mano con l'altra parte di Pazienza.



Dell'Italia e delle strade milanesi cos'è rimasto nei tuoi testi?
Io vivo delle esperienze e le riporto. E siccome non sono l'unico a vivere determinate cose, penso che valgano anche per chi sta in posti diversi dal mio. Stando lontano dall'Italia trovo difficile riprendere quello che accade là. Mi aggiorno, ma di sicuro sono più focalizzato su quello che vivo tutti i giorni sotto i miei occhi.

I social network, però, ti daranno una mano nell'accorciare le distanze coi fan...
Assolutamente, le distanze vengono sbriciolate, da questo punto di vista. Io comunque sono sempre stato molto presente sui social dai tempi di MySpace e da anni sono abituato a regalare a chi mi segue musica gratuita sul web. Ogni settimana esce un video o un brano, che magari non vanno in radio, rimangono su Youtube o sui social network, ma sono comunque pezzi veri e propri, come quelli dell'album. Solo che anziché farli pagare, sono contento di regalarli ai miei fan.

Nel disco non manca spazio a un pezzo di rivalsa come Grazie a nessuno...
Tra le caratteristiche dell'hip hop c'è sempre stata quella di autopomparsi. Io questo passaggio l'ho superato un po' di anni fa, perché sono cose che fai più da giovane, ora tento di dare spazio ai messaggi. Dopodiché viene fuori ogni tanto l'orgoglio personale, la rivalsa, perché comunque se sono dove sono non lo devo a nessuno.

Invece come ci è finito Balotelli in SuperMario?
È un brano nato nel periodo dell'Europeo, dove Balotelli all'inizio era criticato perché non segnava, poi però ci ha portato in finale contro la Spagna e lì tutti lo hanno supportato. In realtà il senso del pezzo è che con le idee, anche senza bisogno di tanti soldi, ci si può divertire. Lui pur avendo i soldi si diverte facendo tutte le normali cazzate che i ragazzi fanno. E non è certo da condannare per questo.

Dalla tua partenza l'hip hop è davvero esploso: come vedi il fenomeno da fuori?
Sono contento, perché ognuno di noi nel suo piccolo da dieci anni a questa parte ha lottato per far sì che l'attenzione del pubblico si focalizzasse su questo genere. Con il passare degli anni è accaduto e mi fa piacere per chi si sta godendo il momento.