di Floriana Ferrando

C’era una volta l’audiocassetta. Poi sono arrivati i compact disc e il nastro magnetico inventato dalla Philips negli anni Sessanta è andato in pensione. Ma volete mettere la differenza fra il suggestivo fruscio che regalava l’ormai obsoleto nastro e la perfezione asettica della musica digitale? Così una società canadese ha pensato di riportare sul mercato il vecchio supporto musicale.

A volte ritornano – La Duplication.ca, nata nel lontano 1989 sotto il nome di Analogue Media Technologies, opera da sempre del mercato della musica. Negli anni Novanta gli artisti emergenti vi si recavano con una registrazione amatoriale, uno scarabocchio da usare come copertina dell’album e un bel bagaglio di sogni di gloria. Ne uscivano con le loro canzoni registrate su musicassetta, pronte per essere distribuite. Poi la società di Montreal ha dovuto mettere in cantina i nastri magnetici per dedicarsi a cd, dvd e via dicendo. Ma oggi, mentre continuano a fiorire online nuovi servizi per la fruizione della musica in streaming, la Duplication.ca ha pensato di regalare ai suoi più nostalgici clienti un tuffo nel passato riprendendo a produrre musica su audiocassetta. E pare avere colpito nel segno, come spiega Denise Gorman, co-proprietaria della società, secondo cui “oggi le registrazioni di cassette costituiscono il 25 per cento del business”. Una sorpresa? Non per gli intenditori di musica, come spiega alle pagine della Bbc Fernando Baldeon del team di Duplication.ca, sottolineando che  “l'audio analogico ha un suono migliore del digitale”. Certo, il ritorno al vinile sarebbe un vero sogno, ma gli alti costi costringono a ripiegare sulla buona vecchia cassetta. Per non parlare della sua resistenza rispetto a cd e lp.

Sound in cassetta – I clienti tipo di Duplication.ca? Artisti locali, musicisti amatoriali, giovani che hanno voglia di sfondare ed esponenti più o meno affermati del punk, indie e rock americano, quei generi che hanno fatto il boom proprio nell’era delle audiocassette. Ma anche appassionati nostalgici che desiderano trasferire su cassetta il loro album del cuore. Anche perché, per rendere unico il lavoro di ogni artista, la società propone una vasta scelta, dal modello double face, con i due lati di colori diversi, a quello in stile vintage o stampato. Così la cassetta diventa riconoscibile al primo sguardo, tanto da essere usata da molti musicisti come una sorta di “biglietto da visita”, come spiega ancora la Gorman. Tuttavia un po’ di scetticismo è lecito: come faranno a tornare in uso le cassette se non sono più in vendita i mangianastri? Duplication.ca ha pensato anche a questo, fondendo tradizione e tecnologia: ad ogni cassetta prodotta è abbinato un codice per il download digitale, ma al momento pare che solo il 70 per cento degli acquirenti ne abbia usufruito.

Divi da musicassetta
– Anche i nomi della musica già affermati amano il nastro magnetico. Qualche anno fa erano stati i Pearl Jam a ripubblicare proprio in questo formato un vecchio demo del loro primo album ‘Ten’. Poi è stata la volta dei Goldfrapp, che hanno prodotto l’album ‘Head first’anche su cassetta, seguiti della band pop-metal londinese dei Feeder. E la risposta del pubblico è buona: nel corso del 2012 secondo Official Charts Company nel Regno Unito sarebbero triplicate le vendite di singoli su musicassetta, mentre la vendita degli album su nastro avrebbe raggiunto quota 3823. Il più venduto? ‘She - The best of’ di Charles Aznavour.