di Fabrizio Basso

Una rockstar che canta come una divinità e morde come un crotalo. Liam Gallagher è in Italia con i suoi amici Beady Eye per presentare il secondo album Be che arriva a due anni di distanza da Different gear and still speeding. Nuovo suono, nuovo produttore, una data in Italia il prossimo 6 luglio a Pistoia e pure una buona dose di indisponenza. Sky Mag lo ha incontrato in albergo, a Milano. Stravaccato su una sedia, con gli occhiali scuri, il senso dell'insofferenza e una voglia di parlare minima. Ma quel minimo lascia il segno.

Liam Gallagher partiamo da Be.

E' cambiato il suono: dobbiamo molto al nuovo produttore Dave Sitek. E' un disco libero. Con mio fratello Noel in squadra non lo avremmo mai fatto: lui è un accentratore.
Come lo definirebbe?
Mio fratello?
No, il disco.
Roba cosmica.
La cover in Inghilterra è stata censurata per quel seno...
Incredibile. I capezzoli li abbiamo tutti. E' uno scatto bellissimo.
Flick of the finger è molto forte come tema.
E’ un discorso politico. Basta tenerci all'oscuro, bisogna sapere per cosa si va a morire in guerra. Il gioco è cambiato, devono darci più informazioni.
Si leggono cose cattive su di lei. O meglio: dette da lei.
Ho una grande bocca destinata ad allargarsi sempre più.
Ce l'ha in particolare con Robbie Williams.
I suoi gesti da clown surclassano la musica.
Anche lui è così cattivo verso di lei?
Non prendo consigli da lui, preferirei spararmi nei cogl...
Il cambio di sound potrebbe allontanare un po’ di pubblico?
Be è una evoluzione di Different gear and still speeding, non un'altra cosa. E comunque i dischi non si fanno per guadagnare o perdere persone.
Il 6 luglio a Pistoia l'unica data italiana.
Peccato, ci sarebbe piaciuo farne qualcuna in più. Speriamo di recuperare più avanti.
Shine a light ha lo stesso titolo di una canzone dei Rolling Stones e del documentario su di loro di Martin Scorsese.
Lo so ma non c'è alcuna analogia. E neanche prelude a un film sugli Oasis. Che per ora non si riuniscono.
A proposito di teste calde: le spiace che Mario Balotelli non sia più del Manchester City?
Un po'. Farà bene ovunque. E' un ragazzo fuori dal coro. Lo seguo ancora e nei prossimi anni andrà benissimo.
Ascolta musica?
No, di nessun tipo. Forse un giorno comprerò un iPod.