di Francesco Chignola

E se i vampiri esistessero davvero? Questa l'idea alla base di True Blood, una delle migliori serie tv americane dell'anno passato, creata da Alan Ball (già autore di Six feet under), tratta da una fortunata serie di libri di Charlaine Harris, e trasmessa dalla prestigiosa rete HBO. Che ora arriva anche in Italia, su Fox, dal 27 aprile.

Nel presente alternativo in cui si svolge la serie, i giapponesi sono riusciti a produrre sangue sintetico. E così i vampiri, che sono sempre esistiti e la cui società funziona da sempre attraverso precise regole e rigide gerarchie, sono finalmente potuti uscire allo scoperto nella società degli uomini. Ora possono nutrirsi di Tru:Blood, il "vero sangue" artificiale, servito come birra in comode bottiglie, e non è più necessario per loro sostentarsi con i poveri esseri umani, come hanno sempre fatto. Almeno, ufficialmente.

La serie è ambientata a Bon Temps, un piccolo villaggio della Louisiana. E mentre sugli schermi televisivi i vampiri combattono la loro battaglia per l'integrazione nella società, da quelle parti non si può dire che siano ben visti: la mentalità è ancora ristretta e provinciale. E comunque, i succhiasangue non si sono fatti ancora vedere. L'unica a mostrarsi affascinata è Sookie, la protagonista, interpretata da Anna Paquin. Che nasconde un segreto: sa leggere nel pensiero della gente. E quando in città arriva il vampiro Bill, tra i due si accende un'inevitabile fiamma di passione.

E la serie fa proprio della passione una delle sue caratteristiche principali, al contrario della maggior parte delle cose che si vedono in tv, soffocate da autocontrollo e autocensura. In True Blood invece gli elementi del sangue e del sesso non si sprecano, sono massicci ed espliciti, e si mescolano tra loro: gira voce infatti che fare l'amore con un vampiro sia un'esperienza assolutamente indimenticabile. Che molte vogliono provare. Rimanendoci invischiate.

Ma come ogni serie che si rispetti, c'è un mistero da risolvere. Nel paese infatti cominciano a morire delle persone. E tutti puntano il dito, ovviamente, verso Bill. Ma ci vuol poco a capire che la verità sta altrove, anche perché tutti gli abitanti di Bon Temps nascondono un segreto: come Lafayette, che spaccia sangue di vampiro (un acido dalle intense proprietà afrodisiache) oppure il barista Sam, innamorato di Sookie, che qualcuno vede correre nudo di notte...

True Blood è già una serie di culto, fin da quando apparve sulla rete la sua geniale campagna di lancio pubblicitario - replicata anche da noi - in cui gli spot della serie furono sostituiti da finti spot della bevanda che le dà il titolo. E negli USA fervono i preparativi per l'arrivo della seconda stagione, attesissima. E ora True Blood è pronto a scioccare, turbare e affascinare anche il pubblico italiano.

Alla fine, è vero che si tratta di una serie horror: ma attraverso le sue dinamiche di genere, gli spaventi e l'ironia con cui sono trattati i personaggi di contorno (come Jason, il disastroso fratello di Sookie), divertendo e spaventando, True Blood sa parlare di integrazione e di dipendenza (in senso generico) come e meglio di una serie più "seria".
Lasciatevi mordere.



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