di Francesco Chignola

Quest'anno, niente sciopero degli sceneggiatori: dall'inizio dell'anno 2009, sono invece iniziate sugli schermi televisivi statunitensi moltissime nuove serie tv. Alcune belle, altre meno, alcune stupefacenti. Ecco un breve panorama di ciò che, forse, prima o poi, arriverà anche sui nostri televisori. Insomma, le nostre preferite.

Non c'è gara: tra le serie iniziate quest'anno, non ce n'è una che regga il confronto con Dollhouse. La nuova creatura di Joss Whedon (autore di Buffy) è partita con un pilota debolissimo e poi è cresciuta a dismisura, grazie a una commistione geniale di generi ed elementi, strapiena di ammiccamenti geek. La protagonista Eliza Dushku è una Dea. I 12 episodi si chiudono l'8 maggio: ci sarà una seconda stagione?

L'altra grande sorpresa della primavera televisiva americana è la miniserie Harper's Island, ambientata su un'isola durante la settimana che prelude a un matrimonio. Peccato che gli invitati cadranno come mosche: almeno un morto a puntata, promette la produzione. Sullo sfondo, un misterioso serial killer. Il tutto raccontato come se fosse una soap-opera, ma con la gente che muore sbudellata e bruciata viva. Incredibile. 13 episodi, finisce a luglio.

Sul versante commedia, tre sono le nuove serie che varranno la pena di essere seguite. La prima è Party Down, creata da Rob Thomas (autore di Veronica Mars), i cui protagonisti sono una compagnia di catering. Il tipo di comicità è figlia dei film prodotti da Judd Apatow, ed molto divertente. La second è Better Off Ted, ambientata nel settore Ricerca e Sviluppo di una malefica multinazionale. Irresistibile. La scena la ruba una Portia De Rossi (già nel cast di Ally MacBeal) da standing ovation.

Terza serie comica da aspettare, annunciata per mesi e attesissima dagli appassionati del Saturday Night Live, è Parks and recreation con la bravissima Amy Poehler (amica e solidale di Tina Fey). Non siamo ai livelli di 30 Rock né di The Office, che è il modello più evidente e palese, ma ci si diverte, e nemmeno poco. La spalla Aziz Ansari vale da solo il prezzo del biglietto. Solo 6 episodi, alla britannica.

Altre serie appena iniziate: The Unusuals sembra il solito procedurale investigativo, ma non lo è: ci sono degli attori veri,  è scritta molto meglio della media, ha un ritmo forsennato, e spesso la butta sul ridere, che non guasta. Cupid è invece il rifacimento di una sfortunata serie di 10 anni fa. Lui è convinto di essere Cupido, in missione per conto degli Dei: deve formare 100 coppie. Lei è la psichiatra che lo tiene d'occhio. Interessante, ma nulla di innovativo.

Per finire, la vera serie serie cult del 2009, per cui la rete è impazzita: si tratta di Eastbound and down, va in onda sulla prestigiosa HBO, è stata creata da Jody Hill e Danny McBride con quest'ultimo come protagonista. L'attore, astro nascente della comicità americana dopo l'esordio in The foot fist way, interpreta il ruolo di un ex campione di baseball cafone e parolacciaro, costretto a fare l'insegnante di ginnastica.

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