di Marco Agustoni

All’inizio sembrava che sarebbe stato uno di quei film che sfiorano appena il botteghino e poi finiscono dritti nei cinema d’essai. Invece, Non pensarci di Gianni Zanasi è diventato in breve un successo di pubblico e di critica, da cui la decisione di realizzare una serie tv in dodici puntate che andrà in onda su Fox (canale 110 di SKY) a partire dal 18 maggio. Alla regia, Zanasi è stato affiancato da Lucio Pellegrini, mentre gli attori protagonisti sono rimasti gli stessi del film – ovvero Valerio Mastandrea, Anita Caprioli e Giuseppe Battiston, che per la sua interpretazione si è appena aggiudicato il David di Donatello come Miglior attore non protagonista -, con l’aggiunta di una guest star come Luciana Littizzetto.

La serie tv racconterà in maniera più approfondita le avventure di Stefano Nardini (Mastandrea), ex rocker di culto smarrito e confuso che decide di tornare a Rimini dalla famiglia quando scopre che il padre ha avuto un infarto. Qui ritrova i fratelli Alberto (Battiston) e Michela (Caprioli) e le conoscenze di un tempo, e suo malgrado rimane incastrato nel disperato tentativo di salvare la fabbrica di ciliegie sotto spirito di famiglia, a un passo dal fallimento. Ci raccontano il passaggio dal film alla serie tv Valerio Mastandrea e Anita Caprioli, a Milano per presentare Non pensarci al Telefilm Festival.

Come mai ritenete che il film Non pensarci sia riuscito, forse al di là di ogni aspettativa, a conquistare pubblico e critica?
Valerio: Dopo molto tempo è arrivata una commedia molto particolare, forse dopo troppo tempo che uno come Zanasi non faceva un film. Credo che ci sia qualcosa di speciale in Non pensarci, non avevamo grosse aspettative ma ci siamo divertiti a farlo e lavorare con Gianni è stata per tutti un’esperienza unica. La freschezza e l’originalità di questo film spiegano il successo sia presso il pubblico che la critica.

Quanto è cambiato nell’interpretare i vostri personaggi nel film e nella serie tv?
Anita: Non c’è stato un vero cambio. Forse è stato un cambio di tempi, perché è stato fatto tutto in maniera più veloce. Ma c’era uno spazio di azione più ampio perché arrivando dal film e sapendo qual era l’approccio abbiamo potuto approfondire i personaggi, ristrutturare le scene e sviluppare anche noi, come Zanasi, un metodo intuitivo.
Valerio: Già dopo il film sentivamo che questi personaggi avevano uno spessore più ampio e questa proposta è stata scatenante.

Nello scegliere di fare una serie tratta dal film, vi ha anche aiutato vedere che da altre pellicole come Quo Vadis, Baby? e Romanzo Criminale sono venuti fuori dei prodotti di qualità?
Valerio: Non siamo stati noi a scegliere, è questa serie che ci ha scelto. Quei personaggi ci hanno dato talmente tanto che è stato automatico.
Anita: Anche perché c’era un’affezione non solo ai personaggi e alla storia ma a tutto il gruppo lavorativo.

Quanto vi sentite vicini ai personaggi che avete interpretato?
Anita: Io mi sento vicina soprattutto a Valerio e Giuseppe sia come persone che ai loro personaggi. Poi è diventato un tutt’uno… ci conoscevamo già prima di Non pensarci, ma non così tanto.
Valerio: Adesso che ci siamo conosciuti inizia la fase in cui piano piano cominceremo ad allontanarci, è inevitabile (ride)

Per voi, personalmente, a cosa si riferisce il titolo Non pensarci?
Valerio: Che nella vita non bisogna sempre stare a massacrarsi la testa su mille domande. Per quanto mi riguarda è un consiglio che io ho tentato di seguire.
Anita: Andare più di pancia e meno di testa.