di Andrea Bassi

In questo articolo niente anticipazioni!
(Solo qualche commento a caldo, tenendosi sulle generali...)

Mentre in Italia il 18 maggio su FOX dalle 22.50 andranno in onda gli episodi n. 7 e 8 di Lost, negli USA si è appena conclusa la Quinta stagione. Gli ascolti, con 9,3 milioni di telespettatori, sono stati giudicati bassi.  I fan però se ne infischiano e sui forum dedicati si lanciano in commenti entusiastici. Senza troppi mezzi termini.
Si va da chi è disperato perché dovrà “aspettare altri nove mesi prima di sapere come va a finire”, a chi ha l’amaro in bocca perché voleva che “venissero spiegati più misteri”. Tutti, però, usano superlativi assoluti e parlano di “puntata fantastica”, di una “bellezza straziante” dove “si marcia verso la conclusione di un capolavoro”, passando per “lacrime agli occhi” e “commozione profonda”.

Di fronte ad affermazioni tanto perentorie c’è di che rimanere stupefatti. Ma si sa, i fan sono tali in quanto trasformano le proprie passioni in oggetti di culto. Però, le premesse per una grande stagione c’erano tutte, già dall’inizio. I primi episodi della Quinta stagione della serie nata dalla mente di J.J. Abrahams introducevano, infatti, un grosso elemento di novità nella linea narrativa. I piani temporali non solo vanno avanti e indietro (come nei flashback e nei flashforwards) ma si mescolano. Il passato, il presente, il futuro si intrecciano tra loro, convivono, con i nostri protagonisti catapultati da un’epoca all’altra in cerca di una prova del proprio passaggio, della propria presenza. Ma spingersi oltre su questo discorso sarebbe già rivelare troppo...

Se nei commenti si può rintracciare qualche nota negativa, lo si può fare in chi esprime frustrazione per il fatto che questo finale segna l’apertura di un ennesimo nuovo scenario. Senza che, naturalmente, si spieghi troppo rispetto allo scenario che ci si lascia alle spalle. Del resto, la tecnica degli autori è la stessa dall’inizio: nella prima serie c’era la spiaggia; nella seconda il rifugio; nella terza la base degli “others”; nella quarta ci si sposta tra la nave dei soccorritori e il ritorno alla civiltà; nella quinta dalla civiltà si torna all’isola. Stavolta però, il rilancio è molto più grande. Insieme mitologico e sbalorditivo.

In rete circola già il teaser trailer della stagione 6, dove si capisce solo che, se la parola chiave per quest’anno era “Destiny calls” (il richiamo del destino), per l’anno prossimo sarà  “Destiny found”, (il destino ritrovato). Speriamo che la stagione conclusiva sia in grado di accontentare le aspettative altissime alimentate da questo ennesimo, poderoso rilancio.