di Andrea Bassi

Dal 4 giugno su Cult (canale 131 di SKY) ogni giovedì alle 21:00 la terza stagione della serie TV The Wire ). Anche se il titolo si riferisce alle “cimici” - i microfoni usati dalla polizia per le intercettazioni - non si tratta del solito poliziesco. Perché The wire è stato definito dalla critica il poliziesco più complesso, realistico e ambizioso mai scritto prima. Citata da Time e da Newsweek come la migliore serie tv mai andata in onda, The Wire ha ricevuto negli anni scorsi la menzione di miglior programma televisivo dell’anno proprio dal rivista Time. Lo stesso riconoscimento gli è stato attribuito dall’Associazione dei Critici televisivi nel 2003 e da quella degli sceneggiatori nel 2007 e nel 2008.

Il punto di vista della serie non è solo quello della polizia. Il protagonista è certamente Jimmy McNulty (Dominic West), un detective ex alcolista  dal carattere scontroso, un idealista deluso che combatte non solo i trafficanti ma anche il sistema burocratico  del Dipartimento Narcotici. Accanto a lui ci sono personaggi memorabili come Bubbles (Andre Royo), un tossicodipendente che conosce bene l’ambiente e che per tirare avanti fa l’informatore. Poliziotti e criminali ci vengono mostrati nella loro vita quotidiana, svelandocene la mentalità e gli stili di vita con un realismo documentaristico, frutto dell’esperienza  dei creatori della serie nelle loro precedenti professioni. Simon David, ex giornalista di cronaca nera, e Edward Burns, ex detective della squadra omicidi, sono infatti due persone da sempre in prima linea in una città che conta una media di 300 morti l’anno. La tesi degli autori è che il crimine non ha il suo quartier generale ai margini della società bensì al centro, nei vertici dello Stato, della politica e dell'economia.  Le dinamiche criminali sono esplorate su ogni piano e in ogni direzione, con uno stile da romanzo a metà tra Gomorra e Romanzo Criminale. Viene così messo a nudo il meccanismo dell’ingiustizia. Non a caso – si è detto tante volte ma non invano – è la serie preferita del Presidente Obama.

Cosa insolita per un poliziesco, la struttura narrativa è interamente orizzontale. Non c’è un caso che si risolve in ogni puntata bensì un unico arco narrativo per l’intera serie. Ognuna delle cinque stagioni affronta aspetti diversi del fenomeno del narcotraffico, attraverso un’unica, lunga indagine di polizia. Il racconto non prende mai scorciatoie. Ha i tempi lunghi delle giornate spese negli appostamenti e nelle intercettazioni. La prima stagione introduce i protagonisti e si concentra sullo spaccio di strada. La seconda stagione allarga il campo al sistema della distribuzione. La terza stagione mette a fuoco il flusso di denaro.

In questo fan-video il riassunto della prima serie a tempo di rap.


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