Quelli di Lost: "Perdersi e ritrovarsi accade a chiunque"
Gli autori Carlton Cuse e Damon Lindelolf, il regista Jack Bender e Matthew Fox (il Dr. Jack Shepard) al Roma Fiction Fest:"All'inizio sapevamo solo come la storia iniziava e come sarebbe finita. Poi abbiamo costruito quello che stava in mezzo..."
Lindelolf: "All'inizio sapevamo solo come la storia iniziava e come sarebbe finita. Abbiamo poi dovuto costruire tutto quello che ci stava in mezzo. Però era chiaro che la storia si sarebbe conclusa".
Cuse: "Il problema di certe serie è che sembrano andare avanti all'infinito, ben oltre il loro esaurimento naturale. La nuova frontiera della serialità sono opere più brevi, con una fine certa".
Lindelolf: "Per quanto riguarda Lost, dopo il successo iniziale la ABC sembrava aver 'dimenticato' che la serie doveva avere un finale. Così ci siamo siamo sentiti in gabbia, come i nostri personaggi. Con la ABC abbiamo deciso che era meglio una fine gloriosa e programmata della serie: abbiamo trovato l'accordo per sei stagioni e, dopo l’annuncio di quando la serie sarebbe finita, c’è stata una nuova fiammata di popolarità ".
Cuse: "Dopo il successo iniziale abbiamo iniziato a sviluppare la 'mitologia', cioè l’arco narrativo dei misteri sepolti nel passato della nostra storia. Il negoziare la fine della serie con la Rete ci ha permesso di distendere la mitologia lungo tutta la serie. E’ lì che, oltre all'idea di usare i flashback (per raccontare il passato) abbiamo avuto anche l’idea dei flash forwards (per anticipare il futuro). Se avessimo dovuto tenere in piedi lo show ancora per molto, l’unica possibilità era di continuare a inserire nuovi personaggi. Nella stagione 5 non ce ne sono. Non ce ne saranno neanche nella sesta, dove si risolverà tutto".