di David Saltuari

Lo sapeva bene Sergej Ejzenštejn che è il montaggio la base del racconto cinematografico. Non serve niente avere ore di girato, montagne e montagne di pellicole cariche di immagini. Una volta che il tutto passa nelle mani del montatore se ne può far uscire quello che se ne vuole. Volete un esempio?

Prendete Lost. Tra tutte le serie televisive più recenti è la più misteriosa, complessa, per certi versi drammatica e spesso cupa che ci sia. E soprattutto è, per struttura, stile e immagine, la cosa più lontana che potremmo immaginarci da una sit com degli anni ottanta. Insomma, cosa centrano Genitori in Blue Jeans con i misteri che si trovano ad affrontare Jack, Sawyer e Locke.

Eppure... Eppure basta un abile montaggio delle scene giuste, la canzoncina azzeccata ed ecco qui sotto la sigla di Lost, un possibile, ma mai esistita, sit com un po' sciocchina degli anni ottanta. Certo, pensate voi, è facile rifare la sigla, ma una puntata è tutta un'altra cosa. Sicuri? Provate a vedere il secondo video qui sotto. Un dialogo, in apparenza serissimo tra Kate e Sayid, diventa ridicolo e divertente aggiungendo solo alcune risate in sottofondo. La cosa impressionante e scoprire come le pause e le espressioni degli attori cambino completamente di senso soltanto aggiungendo qualche rumore.
Stupiti? Beh, magari la prossima volta che seguite la cerimonia degli Oscar non approfitterete del premio al montaggio per andare in bagno.

La sigla di Lost, terza stagione, in versione Sit Com



Ecco il dialogo tra Kate e Sayid



Lost sit com: la siglia della seconda stagione