di Andrea Bassi

Torna su Cult la serie tv In Treatment con uno straordinario Gabriel Byrne (I soliti sospetti, Spider, La Maschera di ferro) nei panni dello psicoterapeuta Paul Weston, chiuso nel suo studio, faccia a faccia coi suoi pazienti per curarne le patologie.
Chi avrebbe immaginato che l'idea di "serializzare" il lavoro di uno psicanalista avrebbe avuto tanto successo? Eppure gli elementi sembrerebbero essere tutti lì, a portata di mano: ogni puntata una seduta diversa, con un paziente diverso, e il venerdì è lo stesso dottore che va a farsi strizzare il cervello da una collega.
Semplice, vero? E anche comodo, perchè in teoria ognuno potrebbe seguire solo le puntate/sedute del suo paziente preferito. Eppure la più grande sfida di questa serie è stata quella di vincere la sua stessa natura, con poca azione, tutta basata sui fittissimi dialoghi di protagonisti ripresi a lungo in uno stesso ambiente, intenti ad esplorare temi dai significati complessi, simbolici e stratificati.
Una serie che, per stessa ammissione di Hagai Levi, creatore della serie originale (l’israeliana Be’ Tipul) ha molte più affinità con il linguaggio di una rappresentazione teatrale che con quelli del cinema o della tv.
Eppure In Treatment è una serie amatissima dal pubblico e osannata dalla critica. Per la sua interpretazione come miglior attore di serie televisiva drammatica, Gabriel Byrne ha vinto il Golden Globe Awards 2009 e ha ottenuto per due anni consecutivi una nomination come miglior attore protagonista in una serie drammatica nei Primetime Emmy Awards.

Nei nuovi episodi in onda su Cult troviamo: Walter (John Mahoney: Suspect - Presunto colpevole), uomo d'affari che soffre di insonnia; Mia (Hope Davis: Six Degrees) avvocato con tendenze maniacali; April (Allison Pill: Milk) studentessa di architettura colpita da un brutto male. Inoltre, una famiglia alle prese con i problemi di una separazione. Sotto terapia però è anche Paul Weston, in cura presso Gina (Dianne Wiest: Hannah e le sue sorelle, Pallottole su Brodway), a cui confessa le sue insoddisfazioni e fragilità.
A voi il vostro paziente preferito, dunque. O anche tutti.

In Treatment: la fotogallery
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