di Francesco Chignola

L'autunno per la televisione americana è un po' come una primavera, con i campi che fioriscono di nuovi titoli ogni settimana, a un ritmo impressionante, ripopolando i palinsesti di novità e sostituendo quello che non aveva funzionato nella stagione passata oppure che aveva finito il suo corso. Questo periodo è il banco di prova per vedere cosa va, e cosa non va: qualcuna di queste serie televisive farà il giro del mondo, altre scompariranno e verranno cancellate - per diventare magari negli anni oggetto di culto, come Firefly o Twin Peaks.

Il primo non poteva essere che Glee, trasmesso dalla Fox da settembre, anche se il pilota era stato proposto nel maggio scorso ricevento ascolti e critiche da capogiro. Creata da Ryan Murphy, già autore di Nip/Tuck, la serie è un misto di commedia, dramma e musical: ambientata in un tipico liceo americano, racconta le disavventure di una serie di personaggi che ruotano intorno al "glee club", ovvero il coro della scuola, considerato dagli studenti il punto più basso della scala sociale. Entertainment weekly l'ha definita "così bella, così divertente, così rigonfia di personaggi vibranti, che fa saltare in aria ogni difesa che gli si potrebbe porre contro".



La nuova serie che sta ricevendo le critiche più positive in assoluto è però una sit-com della ABC intitolata Modern Family. Girata con uno stile da mockumentary, ovvero "finto documentario", e figlia quindi dell'ormai classico The Office, come suggerisce il titolo racconta di una famiglia allargata composta da tre nuclei: il padre sessantenne, che si è risposato con una bellissima colombiana con figlio a carico; il figlio, gay e snob, che insieme al corpulento compagno ha adottato una bimba vietnamita; la figlia, che ha a sua volta tre figli adolescenti. Lo show ha ottenuto soltanto recensioni positive, se non entusiaste, tra cui quella di Tv Guide: "questo show guadagna le sue risate con una scrittura acuta, un casting brillante, e personaggi che colpiscono a fondo toccando nervi scoperti".



Sul versante dei polizieschi procedurali, che sui nostri schermi funzionano sempre molto bene, sta ottenendo un ottimo successo di critica White collar, del canale via cavo USA Network. Iniziato soltanto pochi giorni fa, ha come protagonista un agente dell'FBI specializzato in "crimini da colletti bianchi", ovvero quelli effettuati da persone rispettabili e con alti status sociali. per risolvere un caso difficile, decide di scarcerare un truffatore fascinoso e intelligentissimo che ha inseguito per anni e che ha sbattuto lui stesso dietro le sbarre. Facendolo diventare suo partner per le indagini. Il Los Angeles Times l'ha accolto così: "recitazione perfetta, dialoghi scoppiettanti e crimini geek lo rendono il 'drama' più elettrizzante di questa stagione".



E' una commedia anche Cougar Town della ABC, la cui protagonista è un volto noto della televisione: si tratta infatti di Courteney Cox, che in Friends interpretava il ruolo di Monica Geller. Dopo l'insuccesso della serie Dirt, cancellata dopo due stagioni, la Cox torna anche nelle vesti di produttore nei panni di una quasi-quarantenne divorziata che cerca di recuperare il tempo perso concedendosi un fidanzato molto più giovane: "cougar" è la parola gergale inglese per "tardona", ma molto meno offensiva. La serie è creata da Bill Lawrence, già autore di una serie di enorme successo in tutto il mondo come Scrubs, e ha spaccato in due la critica anche a causa della sua schiettezza nell'affrontare la materia.



Infine, sempre tra le commedie, la NBC propone Community: il protagonista è un avvocato talentuoso e scaltro, costretto a iscriversi in una pidocchiosa università pubblica quando viene scoperto: la sua laurea non è valida. Sostanzialmente ben accolto in patria (per Tv Guide è "una delle migliori commedie della stagione") e aperto da un pilota che ha omaggiato lo scomparso John Hughes, vero nume tutelare della serie, Community ha la sua forza nel cast dei protagonisti: Joel McHale è un volto noto della tv americana (conduce da anni un one-man-show in cui satirizza e demolisce il trash televisivo americano) e tra gli altri si distingue anche un veterano della commedia americana: il mitico Chevy Chase.