Guida tv - Scopri quando va in onda la seconda stagione di True Blood

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di Laura Spina

Era solo una bambina quando ha vinto il premio Oscar per Lezioni di piano. Oggi, a distanza di quindici anni, Anna Paquin è di nuovo al centro dell’attenzione grazie all’enorme successo di True Blood, la serie creata da Alan Ball di cui è protagonista con il fidanzato, Stephen Moyer.

Come è cambiato il personaggio di Sookie?
«Al primo impatto sembra una ragazza indifesa, anche un po’ naïf. Sookie, che è telepatica, è rimasta una persona dolce e pura pur avendo alle spalle un’infanzia difficile. Quando bussa alla sua porta il vampiro Bill, un uomo di cui, per la prima volta nella sua vita, non riesce a sentire i pensieri, Sookie vive un’esperienza nuova ed eccitante. E finalmente si lascia travolgere dall’amore, e dal sesso. La sua vita diventa più intensa ma anche più convulsa, le cose cambiano rapidamente e nell’arco di tre settimane da verginella felice si ritrova a fronteggiare situazioni drammatiche come la metà dei suoi amici uccisi!».
Una storia così romantica tra Sookie e Bill che effetto le fa?

«Avete presente la scena in cui lei corre dal suo amato attraversando i campi con una lunga veste bianca fluente? Ecco, è esattamente quello che viene in mente quando si pensa a un melodramma. Questo taglio un po’ caricato che hanno dato alla serie io lo trovo fantastico e divertente. Ma i sentimenti raccontati sono molto reali, ed è per questo che la storia non suona falsa».
Lei crede che le sequenze d’amore abbiano creato tanto scalpore per le scene di nudo?
«In America il nudo si tollera sempre poco. Non serve un genio per capire l’origine di quest’intolleranza, è un Paese molto influenzato dai puritani. Certo, non riguarda tutti, ma fa parte della cultura americana. Però trovo curioso che si possa vedere in tv della violenza gratuita e disgustosa in prima serata, ma che sia peccato vedere un capezzolo: che senso ha? Non ci trovo niente di male. È solo un corpo. Tutti ne hanno uno sotto i vestiti, e non mi sembra poi così speciale».
Nella seconda stagione il vampiro Eric vuole con sé Sookie e Bill a Dallas. La sua presenza influisce sulla coppia?
«Sookie concede il beneficio del dubbio a tutti, anche a vampiri centenari propensi al doppio gioco. Per questo decide di aiutare Eric. Lui, dal canto suo, si diverte a mettersi tra Sookie e Bill, e questo avrà ovviamente delle ripercussioni sulla loro relazione».
Alan Ball definisce questa stagione molto più “ampia”. Cosa significa?
«Decidendo di partire per Dallas, Sookie affronta la sua prima avventura fuori da una piccola cittadina come Bon Temps. Inoltre, nonostante sia cresciuta e sia diventata più forte dopo tutto quello che le è successo nella prima stagione, l’aspettano tante altre “prime volte”. Non ha mai lasciato la sua casa, non ha mai preso l’aereo, non è mai stata in un hotel: tutto ciò che la maggior parte di noi dà per scontato, per Sookie è nuovo. E ovviamente finisce per mettersi nei guai».
Cosa pensa del suo personaggio?
«Ammiro la sua lealtà e i suoi... attributi, per dirla come si deve. Si fa in quattro per le persone che ha a cuore. Fa quello che vuole senza curarsi di cosa pensa la gente. Magari è un po’ moralista, ma mi piace anche questo. È una qualità che mi fa tenerezza».
Quanti libri di Charlaine Harris ha letto?
«Tre, ma ho smesso dalle riprese del primo episodio. Ho voluto farmi un’idea del mondo in cui mi sarei dovuta immergere e ho preso tutta l’ispirazione di cui avevo bisogno. Ma quando sono arrivata alla descrizione di creature sovrannaturali che nella sceneggiatura non erano ancora state introdotte, ho preferito fermarmi a vedere quale direzione avrebbe preso la serie».
Quanto c’è dei romanzi nella sua Sookie?
«Non lo so più. A questo punto sarei curiosa di rileggere il primo libro e vedere quanto io e Alan Ball abbiamo tratto effettivamente dai libri e quanto invece è frutto della nostra personale interpretazione».
Perché ha voluto tanto questa parte?
«Perché mi avrebbe dato l’occasione di fare tutto. Sookie può essere la ragazza carina e il maschiaccio, passa dall’azione alle situazioni drammatiche o romantiche, e vive intensamente tutte le relazioni della sua vita. E poi era entusiasmante recitare sullo sfondo di questo pazzesco universo parallelo fatto di vampiri, telepati e “mutaforma”».
Com’è lavorare con Stephen Moyer?
«Stephen è un attore brillante, dotato e incredibilmente preparato, e credo sarebbe anche un ottimo regista se lo volesse. Ma tutto il cast è fantastico e di talento. Non ci prendiamo mai troppo sul serio, è una cosa che tutti abbiamo in comune: sul set ci divertiamo sempre, anche alle 4 del mattino, stanchi e sporchi di “sangue”».
Cosa rende così speciale Alan Ball?
«Lui ama sul serio quel che fa. Possiede una creatività sbalorditiva e ha le idee molto chiare, ma non per questo ti obbliga a seguire il copione alla virgola. È molto collaborativo e non ti fa mai sentire una marionetta nelle sue mani».
Ha iniziato a recitare molto giovane. Cosa pensa della sua carriera?
«Considero un lusso poter lavorare con continuità e avere anche la fortuna di fare qualcosa che mi appassiona. E spero duri a lungo».

L'articolo è stata pubblicato sul numero di novembre di SKYlife. Per riceverlo a casa registrati