di Fabrizio Basso

Arriva Patty col suo mondo. Laura Esquivel con le sue amiche populares sfida le rivali divinas a teatro. La serie in Argentina si chiama Patito feo, il brutto anatroccolo. In Italia è Il Mondo di Patty: le sue avventure, trasmesse in prima serata da Disney Channel, sono le più viste tra quelle per ragazzi proposte da Sky. Ora arriva in Italia la versione teatrale e sul palco, nel ruolo di Patty, ci sarà proprio Laura Esquivel. Il debutto è al Palasharp di Milano il 16 dicembre, poi toccherà molte città italiane: un tour ricco che veleggia ovunque verso il tutto esaurito.

Dietro una serie di successo ci sono autori straordinari. Dietro al Mondo di Patty c’è, tra gli altri, Teresa Donato, 46 anni argentina di origini italiane, che ci racconta, in esclusiva, la sua vita dietro le quinte di un successo mondiale. Teresa Donato è come una guarnizione dello shuttle: pochi sanno che esiste eppure senza il suo lavoro oscuro Cape Canaveral chiuderebbe: "Quando mi hanno chiamata a lavorare al Patito Feo mi sono chiesta perché: non avevo precedenti col mondo degli adolescenti. Messi da parte panico ed emozioni mi sono fatta una overdose di film infantil-giovanili fino a realizzare che quei giovani erano simili a me alla loro età. Come dicono gli americani I get it, avevo capito l’essenza: le giovani del terzo millennio dispongono di cellulare e computer, stanno male se vengono emarginate dal gruppo o il ragazzo le respinge o i genotir non le comprendono. Ebbene, tutto questo sono io alla loro età".

Il lavoro è quotidiano. A capo dei progetti ci sono Marcela Citterio e Mario Schajris. Teresa Donato cura la scaletta, una decina di pagine che enucleano le 34 scene di ogni capitolo: "Si crea a voce alta perché è giusto confrontarsi. Poi bisogna porre rimedio agli imprevisti quotidiani: se un attore ha l'influenza va cancellato dalle scene". La prima volta che Teresa Donato è andata a teatro ad assistere allo spettacolo è rimasta sbalordita: "L’entusiasmo della gente è indescrivibile: ascoltare migliaia di persone che cantano somos las populares o somos las divinas è stata una fitta al cuore. I bambini ti amano o ti odiano, sono fanatici, non conoscono il grigio né le mezze misure. Credo che la passione che noi mettiamo in questo lavoro contribuisca non poco a far trionfare il Mondo di Patty ovunque. Io ho una storia autoriale di telenovela per un pubblico adulto ma ho capito che può cambiare la forma ma se il ragazzo che ti piace frequenta un’altra è sempre doloroso, non fa differenza se hai 10, 40 o 60 anni. Le vicende umane cambiano nelle modalità ma non nella sofferenza".

Patty, nel suo mondo, vive a Buenos Aires con la mamma cameriera Carmen. E’ bruttina ma ha una voce melodiosa e per questa caratteristica viene ammessa in un istituto che poi diventa il suo mondo: trova l’amore, Matias, l’amicizia, Giusy, e l’invidia, Antonella. Subisce dispetti, versa fiumi di lacrime ma non perde la fiducia nell'umanità al punto che riuscirà a riconciliare i genitori: "Abbiamo optato affinché i personaggi non siano cattivi o buoni senza senso. Chi non ha subito una Antonella a scuola? Ma è una sorta di legge del contrappasso poiché la perfida Antonella, nella realtà, vorrebbe l’affetto che riceve Patty. La lotta gang è una constante nelle scuole. Fare parte del gruppo è indispensabile, rimanerne esclusi è sinonimo di solitudine. E' una regola senza età. Io amo le telenovela, sono cresciuta guardandole e non me ne vergogno. Ritengo siano un veicolo straordinario per comunicare. Anni addietro ho lavorato a Amor en custodia e il personaggio di Francesco Fosco era una cineasta italiano che guardava film neorealisti e di riflesso nella telenovela si vedevano sequenze, tra le altre, di Roberto Rossellini. Molti giovani non conoscevano nulla del Neorealismo e hanno cominciato a cercare quei film e a interessarsi. Lo abbiamo monitorato nei blog. Bisogna fare attenzione a tutto ciò che si dice e si fa perché le telenovela sono un mezzo di comunicazione potentissimo".

I protagonisti del mondo di Patty sono veri divi e per questo, essendo per altro molto giovani, è fondamentale la presenza della famiglia, altrimenti si rischia il delirio di onnipotenza: "Il dramma è se la popolarità si esaurisce: diventa problematico tornare alla realtà. Prima o poi arriva sempre un programma che diventa più popolare del tuo e i giovani attori devono essere preparati a non essere più al centro dell'attenzione. E' il pubblico che decreta le loro sorti". Tra poco si aprirà il sipario e Laura Esquivel potrà ricevere l'abbraccio dei fan italiani. Teresa Donato non ci sarà perché lavora in Argentina. Ma chissà che un domani, e neanche troppo lontano, venga a scrivere in Italia. In fin dei conti c'è sempre bisogno di bravi autori.

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La sigla italiana del Mondo di Patty