di Gabriele De Palma

L'arte è misurabile? No, ma un algoritmo può sempre aiutare a capirci di più. È questa in sintesi la posizione di un eterogeneo trio di studiosi (uno sceneggiatore e due informatici) che presso l'università londinese Royal Holloway si sono messi a studiare l'algoritmo della serie tv perfetta.

Come esempio di sceneggiatura esemplare è stato scelto CSI Las Vegas, e l'idea è trovare degli elementi ricorrenti che possano spiegare almeno in parte il successo del telefilm. Ovviamente un algoritmo misura i soli oggetti misurabili: le parole della sceneggiatura, le relazioni tra loro e coi personaggi della serie tv.

Il software ha analizzato un numero limitato di episodi (tre della prima stagione, tre della terza) restituendo agli studiosi delle lunghe stringhe di parole da cui sono state estrapolate quelle più significative. Si è così scoperto che ci sono degli schemi che si ripetono e che il personaggio di Grissom prevale nettamente su tutti gli altri. "In fondo noi facciamo più o meno le stesse cose che fanno i protagonisti di Csi: cerchiamo strutture e schemi della sceneggiatura che possano essere di aiuto a chi si accinge a scrivere un soggetto per la tv" - ha dichiarato al Guardian Adam Ganz, lo sceneggiatore che ha partecipato alla ricerca della formula magica - "Fiomm (uno dei due informatici) ha studiato per anni gli schemi di disposizione dei corpi celesti nell'universo riuscendo a distinguere tra stelle molto lontane e rumori di fondo facilmente confondibili con le stelle stesse: abbiamo pensato che avesse un senso adottare lo stesso modello con le sceneggiature".

Non è la prima volta che si cerca di dare strumenti per aiutare a creare un successo. Recentemente è stato sviluppato un software per capire se una canzone ha le carte in regola per entrare in hit parade. Finora però nessuno è mai riuscito a trovare le regole auree per sbancare il botteghino e tanti flop si susseguono inesorabili ai pochi successi.

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