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di Andrea Bassi

Anche per le serie Tv ogni stagione ha il suo Revival.
Così, come nei difficili anni ’70 si favoleggiava la spensieratezza degli anni ’50 in Happy Days ; così come recentemente abbiamo assistito alla rievocazione degli anni ’70, da Romanzo Criminale a Life On Mars ; adesso è il momento degli anni 60, con Mad Men .
La terza stagione della pluripremiata serie Tv, vincitrice di un Emmy Award come migliore serie drama e migliore sceneggiatura, va in onda dal 13 dicembre su Cult (canale 319 di Sky). Ogni domenica, con doppio appuntamento a partire dalle 21.

La serie, ideata da Matthew Weiner, tra gli autori de “I Soprano”, è ambientata nell’America dei primi anni ’60. Un’epoca in cui - con l’espansione economica seguita alla ricostruzione del dopoguerra - giungono a compimento la società dei consumi, dell’immagine e dell’onnipotenza dei mass media. Il punto di vista è quello dei cosiddetti “Mad Men”, gli uomini della Madison Avenue, la strada di New York dove risiedevano le più importanti agenzie pubblicitarie. Persone, insomma, che incarnano alla perfezione lo stile e il punto di vista di chi è disposto a prendersi tutto ciò che il boom economico ha loro da offrire. E per cui tutto è in vendita. Soprattutto emozioni e sentimenti.

Gli anni ’60 di Mad Man hanno il fascino di un’epoca senza tempo, talmente rarefatta da sembrare fantascienza, come gli anni ’30 di Gattaca e Caprica . Il merito di una ricostruzione insieme così minuziosa e originale è in gran parte di Janie Bryant , scenografa e costumista, disegnatrice di tutti i costumi e gli accessori della serie, diventati in breve un vero status symbol. Ecco un sito in cui i fan propongono ironici suggerimenti su come presentarsi in stile Mad Men per la festa di Halloween .

La serie, però, deve la sua forza soprattutto ad una ricostruzione affatto edulcorata. Gli anni ’60 di Mad Men non sono solo una favoleggiata Eta dell’Oro, in cui l’espansione economica dava l’impressione di avere tutto a portata di mano.  Sono invece un’epoca capace di suscitare grandi attese in mezzo ad enormi contraddizioni, in cui si concentrano luci e ombre dell’epoca in cui viviamo e dove razzismo, sessismo e omofobia sono all’ordine del giorno. Un decennio, non a caso, simbolicamente aperto dall’assassinio del presidente democratico John Fitzgerald Kennedy e chiuso da quello del leader per i diritti civili Martin Luther King

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