Matrone lubriche e patrizi crapuloni. Erculei reziari e barbari guerrieri.  Orge sensuali e duelli feroci. Intrighi di palazzo e baci saffici.
Spartacus Blood and  Sand, la serie tv della Starz che parte il 22 gennaio negli Stati Uniti ridipinge il mito dell'intrepido ribelle trace con i colori acidi della Graphic Novel.

Certo Stanley Kubrick non abita qui. Più che al lungometraggio con Kirk Douglas, il serial ammicca al videogame Gladiatior: Sworld of Vengeance.
Nel raccontare l'epopea dello schiavo che sfidà l'impero si citano gli spartani di 300 e la rivolta di Massimo Decimo Meridio. In un florilegio di deltoidi, bicipiti e pettorali Spartacus si propone di oltrepassare i confini della tv per mostrare sul piccolo schermo quello che solitamente si censura.
Il risultato è una sorta di muscolare omaggio al peplum in salsa pulp. E se non si cerca l'accurattezza storica o la verosomiglianza, il telefilm, piacevolmente trucido e fracassone, non mancherà di entusiasmare chi è a caccia di emozioni forti, tra arti mozzati e amplessi selvaggi.

Da notare la partecipazione di Lucy Lawless. Dopo aver soggiogato diversi spettatori nei panni di Xena, la principessa Guerriera, l'attrice neozelandese indossa la tunica di Lucrezia, moglie di Batiatus, proprietario della scuola di gladiatori in cui duella Spartaco.
E per la gioia dei fan la volitiva Lucy si darà alle gioie dell'amore, come lei stessa ha dichiarato:
“E’ la mia prima scena di sesso. Ho provato ad essere una donna moderna, ma quando sono tornata a casa mi sono dovuta stendere a letto: è stato stressante. Ci sarà un nudo integrale maschile: ce ne sarà da vedere, fidatevi”.

Insomma, Spartacus trasforma la tv in un'arena in cui primeggiano le passioni barbariche e gli istinti primordiali.  Una sorta di Colosseo catodico in cui gli uomini combattono e le donne copulano. E' già in cantiere una seconda stagione, sempre che il pubblico americano non faccia pollice verso.

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