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di Andrea Bassi

Da quando la narrazione è divenuta l’arte della creazione di mondi più che quella del raccontare storie, cosa meglio della serie Tv Lost? Dal 10 febbraio su Fox (canale 110 di Sky) al via la sesta ed ultima stagione del telefilm che ha segnato il passaggio all’epoca dell’intrattenimento totale. Nessun altra opera, da Star Trek a Star Wars,  passando per il Signore degli Anelli, può vantare - grazie soprattutto al Web - un universo immaginario così densamente popolato e interattivo. Sei anni di rapporti intensi tra gli autori e le comunità dei fan, sorte in ogni nazione. Decine di migliaia di persone coinvolte in una caccia al tesoro planetaria, intorno ai misteri di un’isola di fantasia che è diventata il centro del mondo.

E proprio sul Web nasce il caso Lost, quando nel 2004 iniziano a diffondersi tra gli appassionati di fantascienza le prime misteriose immagini di un orso polare che sbuca dal fitto della foresta tropicale. Da allora, la fama è aumentata “in progress”, man mano che gli autori si accorgevano del fenomeno e, a loro volta, lo alimentavano. Prima di tutto con narrazioni mai banali, seguite da un pubblico sempre più attento ed esigente, che si riunisce in comunità sul Web per “spulciare” la serie puntata dopo puntata, analizzandone la sceneggiatura, studiandone ogni inquadratura, cercando di interpretare l’intreccio di rimandi e citazioni dietro ai misteri di Lost. Ma l’attività dei fan da “ricreativa” si fa presto “creativa”. Questi, prima realizzano e caricano su Youtube minifilm, di montaggio e dal vivo,per celebrare e parodiare la loro serie preferita. 
Poi creano Lostpedia, un’enciclopedia multimediale online, per esplorare ogni angolo del mondo di Lost, ricostruirne la complessa cronologia  e disegnare mappa e identikit dei tanti personaggi.

In più di un’intervista gli autori, Carlton Cuse e Damon Lindelof, parlano dello stretto rapporto intessuto coi fan, con cui dialogano regolarmente e delle cui opinioni tengono conto per lo sviluppo della serie. La loro maestria è stata quella di estendere l’esperienza di fruizione della serie ben al di la della visione di ogni singolo episodio. Nella logica di un coinvolgimento totale nasce così il gioco di ruolo online “The Lost Experience”.
Vengono creati i siti (inventati) della compagnia aerea Oceanic, sul cui volo si trovano i protagonisti della storia, e del progetto DHARMA, la sigla dietro “gli altri”, i misteriosi abitatori dell’isola. Poi vengono rilasciati una serie di segni - podcast da scaricare, messaggi e-mail, finti spot in mezzo alle pause pubblicitarie, cartelloni pubblicitari in giro per le città - in cui sono contenuti messaggi da decifrare. Una fitta rete di codici, sparsi in tutti i paesi del mondo anglosassone (USA, Inghilterra, Australia, Canada), che i fan devono interpretare per partecipare a un gioco globale che punta a svelare le zone d’ombra della serie. Dettagli della storia, aspetti più complessi che nel racconto televisivo non trovano posto ma di cui i fan sono ghiotti.
Cadute nella Rete, le serie Tv non possono più fare a meno di Internet. E da qui si riparte, con il riassunto di tutte le passate stagioni in soli 8’ e 15’’.