di Andrea Bassi

C’era da aspettarselo ma davvero non così. Per Boris III, la serie Tv comedy “meno italiana” del momento, il cui slogan quest’anno è “Un’altra Tv è possibile”, i fan assediano letteralmente il teatro Palladium di Roma. Ed i molti rimasti fuori “costringono” gli organizzatori, cast compreso, a fare gli straordinari per una seconda proiezione. Dentro è una festa, con gli autori, Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, il regista Davide Marengo più tutti gli attori del cast, felicemente sorpresi, un po’ imbarazzati e per una volta “basiti” pure loro di fronte a tanto calore. Perchè i giovani in piedi sulle sedie ad applaudire hanno voluto certamente premiare un prodotto di qualità (vincitore per il secondo anno consecutivo del Roma Fiction Fest

Ma più ancora, evidentemente, si immedesimano nei loro eroi, che nella finzione tragicomica sbeffeggiano con sarcasmo il marciume e l’ipocrisia di un Paese continuamente in lotta coi propri peggiori difetti. Di qui dunque le ovazioni, gli applausi liberatori, le risate catartiche in un botta e risposta continuo che travolge tutto e tutti in un gigantesco corto circuito. Francesco Pannofino,  in arte Renè, con vera commozione impugna il microfono e inizia a ringraziare il pubblico “per l’amore che ci date perchè è lo stesso amore che noi abbiamo dato...” Ma non riesce a finire perchè il suo atto di sincerità viene sommerso da risate, fischi e schiamazzi di chi ormai lo sovrappone al suo personaggio, sempre falso e cerimonioso. E lo ama così.

Nella serata, organizzata dal Roma Fiction Fest e della Fondazione Roberto Rossellini per l'Audiovisivo, sono stati proiettati i primi tre episodi. Accolti dal pubblico, come in un matinée scolastico, con ovazioni e salve di applausi a ogni nuovo personaggio entrato in scena. Per quanto riguarda la storia, dopo essersela presa tanto con il buonismo e la melassa melodrammatica di Gli Occhi del Cuore (la terrificante soap di fantasia sul cui set si svolge Boris), adesso è il tempo di colpire la gratuita cattiveria di quelle fiction che, per darsi un tono,  scimmiottano gli americani. E’ quindi il turno di Medical Dimension, una serie che in teoria dovrebbe “scavare nel sociale, affondare le mani nei problemi della sanità pubblica, raccontare i pazienti inferociti...” Salvo poi scontrarsi con le mediazioni e i compromessi di sempre, capaci di annacquare qualunque vino.

Nel cast tutti i personaggi delle prime due stagioni, con il loro carico di politicamente scorretto. Oltre al grande Renè (Francesco Pannofino) troviamo Stanis, il divo narciso (Pietro Sermonti); l’ormai ex stagista Seppia (Alessandro Tiberi); l’inflessibile Arianna (Caterina Guzzanti); l’indolente Duccio (Ninni Bruschetta); il brutale Biascica (Paolo Calabresi); l’orrido dirigente Lopez (Antonio Catania). E poi le new entry, come Valerio, l’attore maledetto (Marco Giallini); Fabiana, talentuosa esordiente (Angelica Leo). E poi, come sempre, tante guest star: Filippo Timi, Laura Morante, Massimiliano Bruno, Paolo Sorrentino e molti altri ancora.

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