La fine di Lost: che fine faranno i naufraghi?
Lost, misteri senza fine
Lost, intrattenimento totale
Tutto su Lost

di Andrea Bassi

Dettaglio dell’occhio di Jack che si chiude: la serie Tv più complicata della storia catodica finisce esattamente nel punto in cui era cominciata, sei anni fa. E così Lost termina nel segno della commozione (e della Redenzione), con la morte di Jack che ha appena salvato l’isola. Mentre nella “realtà alternativa” i naufraghi ad uno ad uno si ritrovano in una chiesa coi i simboli di tutte le religioni del mondo e “proseguono oltre”, guidati da Christian Shephard (il padre di Jack, il cui nome tradotto letteralmente significa Pastore Cristiano) inondati dalla luce bianca del (forse?) paradiso. Nell’ultima, doppia puntata - andata in onda ieri col doppiaggio in italiano su Fox (canale 110 di Sky) - molti misteri del volo Oceanic 815 non vengono chiariti ma tanti i colpi di scena. A partire da un finale decisamente evangelico: preannunciato dalle foto del cast in versione Ultima Cena e confermato dal Ben-Giuda che decide di rimanere fuori dalla chiesa, non essendo ancora pronto ad “andare avanti”.

In mezzo al Pacifico, intanto, Desmond, che resiste all’elettromagnetismo,  leva il tappo di pietra all’isola e ne spegne il meccanismo, privando così il falso Locke (Man in Black) della sua immortalità e permettendo a Kate di farlo fuori con una fucilata. Il cattivo, però, ha il tempo di rifilare una coltellata mortale a Jack. Il quale, mentre la terra trema e sta per inabissarsi, decide di sacrificarsi e spinge Kate e Sawyer a raggiungere l’aereo, pilotato da Lepidus, con gli altri superstiti in partenza. Poi, dopo aver investito Hugo del ruolo di nuovo Jacob (che a sua volta investe Ben del ruolo di “vice”), Jack riavvia l’isola, rimettendole il tappo. Così, dopo aver portato a compimento il proprio destino, può morire in pace, chiudendo gli occhi nello stesso boschetto di bambù in cui si era risvegliato all’inizio della prima stagione, mentre un aereo gli sfreccia sulla testa e il cane Vincent gli lecca la faccia.

E mentre su Lostpedia già ci si scervella alla ricerca del significato più autentico di Lost e ci si divide tra (presunti) “fedeli” e “denigratori”, i primi a usare l’ironia sono stati proprio quelli di Fox con I Simpson. Nella sigla della puntata “Judge me tender” Bart scrive alla lavagna: “Il finale di lost è tutto un sogno del cane. Guardate noi!” Ma anche i fan in rete, insieme alla commozione per il congedo definitivo dai personaggi della serie, iniziano subito a postare sui forum messaggi pieni di commenti ironici e irriverenti. Magari anche solo per sdrammatizzare il finale strappacuore. E allora ecco Vincentthedog che dice: “Gli autori ci hanno commosso facendoci rivedere scene del passato, un pò come fanno i registi del Grande Fratello quando qualcuno esce dalla casa.” E DavidGnomo, a proposito di Hurley scelto come successore di Jack e nuovo Jacob: “Hugo bella scelta....conoscendo il tipo l'isola diventerà un luna park in 6 mesi!”

Invece Baul87 commenta il fatto che neanche con l’ultima puntata venga svelato il vero nome del Fumo Nero (ribattezzato dai fan in vari modi: Smokey, Man in Black, Flocke, Esaù...): “Un po’ come se, dopo la trilogia di Guerre Stellari, non avessero detto almeno che Darth Fener era il padre di Liuk, dopo aver fatto capire che i due avevano qualcosa in comune!” AltReality, un po’ amaramente: “Allora il premio finale per i losties è una nuova vita in un piccolo mondo da sit-com, dove tutti sono ben vestiti e si vogliono tanto bene, compresi Locke e l'uomo che l'aveva strangolato, cioè Ben, redento dalla perdita del potere e premiato da una figliastra rediviva.” Ed Enterprise gli risponde: “Pensi che se Lost fosse durato solo 12 puntate sarebbe stato tutto più chiaro? Così di sicuro è stato più divertente!”

A dispetto del suo nome, Erpolemica fa notare saggiamente che “Pretendere risposte da lost non è da LOST!!!! E infatti nell'episodio dove si spiega la nascita di Jacob e della sua Nemesi, la Madre non naturale dice alla donna che partorisce i due bambini ‘ogni risposta porterà solo ad un'altra domanda’.”  E’ invece Johnny B Goode che chiude ogni polemica con un’argomentazione ineccepibile: “Vogliamo costringere gli autori a scrivere un altro finale come accadde per Evangelion? Siamo disposti a fare come Katie Bates in ‘Misery non deve morire’, perchè siamo convinti di essere noi a scrivere le storie? Tanto, alla fine, NESSUN finale avrebbe mai accontentato tutti.”
Ci potete giurare.