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di Camilla Sernagiotto

Non si tratta di happy ending nel vero senso del termine, visto che non è fondamentale che la fine sia lieta, ma l’importante è che allieti!
Tantissime serie tv e telefilm che hanno fatto la storia della televisione si sono purtroppo rovinati con le loro stesse mani negli ultimi dieci minuti: finali sbrigativi, scene deludenti  appena prima dei titoli di coda… sono tanti i modi per buttare via il lavoro di anni di un team di sceneggiatori con i controfiocchi!
Ma non c’è controfiocco che tenga se le fila del discorso si ingarbugliano troppo durante i vari intrecci: se vengono meno le spiegazioni plausibili e se trovate geniali non salvano in corner gli autori, si va a finire che la fiducia dello spettatore scema.
Alla luce delle delusioni e degli entusiasmi del pubblico televisivo degli ultimi decenni, il sito popcrunch.com ha stilato una lista delle 15 migliori e peggiori conclusioni delle serie tv.

Partendo da Battlestar Galactica, il remake del serial di fantascienza Galactica (1978), il pollice si alza verso l’alto: il finale che chiude i 75 episodi spalmati su quattro avvincenti stagioni  è considerato uno dei migliori della storia del piccolo schermo.
Diversa sorte è toccata invece a X-Files: la saga del paranormale capitanata dagli agenti Mulder e Scully si aggiudica uno dei tanti premi al peggior finale, definito dal website popcrunch.com troppo contorto e addirittura ridicolo.
E mentre la serie creata da Chris Carter viene cassata sul gran finale, quella partorita dalla mente di Mitchell Hurwitz viene ascritta nel gruppo dei telefilm che si chiudono in maniera più che dignitosa: stiamo parlando di Ti presento i miei, la serie incentrata sulla vita di Michael Bluth, giovane manager che tenta in ogni modo di salvare l'azienda di famiglia dal fallimento, oltre che l'integrità stessa dei suoi eccentrici consanguinei…

Scioccante invece l’epilogo drammatico di una sit-com che si è sempre dimostrata all’insegna della comicità, ovvero Pappa e ciccia, la saga delle avventure di Annarosa (traduzione di Roseanne, che nella versione originale è anche il titolo della serie) e della sua famiglia tipicamente americana.
La chiusa porta sullo schermo l’inaspettata morte del marito Dan durante le nozze della figlia Darlen e, udite udite, solo nell'ultima puntata si scopre che tutte le storie narrate nelle serie non sono mai accadute: erano soltanto sogni di Annarosa dopo la scomparsa del marito.

Più ambiguo ma comunque considerato uno dei migliori finali della storia televisiva, quello dei Sopranos: nell’ultima puntata, lo schermo si scurisce mentre Tony e famiglia sono a cena, dopodiché partono i titoli di coda.
Le interpretazioni sono fioccate e c’è stato chi ha capito da quel nero improvviso che il protagonista è morto e chi, invece, spera ancora che quel non-finale possa essere il prologo di un film che chiuderà veramente le vicende dei Sopranos.

Un finale non amato finito nella lista nera dei peggiori epiloghi è quello di Seinfeld, la sitcom diventata un vero cult negli Anni Novanta. L’episodio speciale di 75 minuti (diviso in due parti) che chiuse la serie e andò in onda in prima visione il 14 maggio 1998 creò un’incredibile attesa nei fan ma anche nei non affezionatissimi, deludendo tuttavia le aspettative di tutti.
L’episodio ripropose le scene iniziali e finali di Jerry Seinfeld mentre fa il suo show comico, consuetudine che era stata abbandonata alla fine della settima stagione, e l’attore protagonista venne filmato di fronte ai produttori e agli amici: né la stampa né il pubblico tradizionale furono ammessi al fine di mantenere il segreto e addirittura tutti coloro che avevano assistito alla registrazione dovettero firmare accordi scritti in cui si impegnavano a mantenere il silenzio.
La segretezza fece aumentare le supposizioni e le speculazioni su come la serie si sarebbe conclusa e gli stessi produttori dello show cavalcarono l'attesa spasmodica, diffondendo false notizie.
L'episodio andò in onda lo stesso giorno in cui morì Frank Sinatra, evento che può averlo in qualche modo oscurato, ma ciò nonostante venne visto da un numero elevatissimo di spettatori, circa 76 milioni (il 58% del pubblico televisivo di quella serata), posizionandosi al 3° posto tra gli episodi finali di serie televisive più visti di tutti i tempi, dopo quelli di M*A*S*H e Cin cin.
Tuttavia il finale ricevette recensioni contrastanti dai critici e dai fan dello show: sembrava che gli sceneggiatori si fossero presi gioco delle innumerevoli supposizioni e teorie che erano state avanzate, piazzando una chiusa poco significativa che vede i quattro protagonisti Jerry, George, Elaine e Kramer accusati di aver violato la "legge del buon Samaritano" e condannati alla prigione.
L'ultimo scambio di battute della sitcom ripete esattamente quello con cui Seinfeld si era aperto nell'episodio pilota: un dialogo riguardante un bottone sulla camicia di George.
È poi la volta di Six Feet Under, la cui fine (anticipata per volere dell’autore Alan Ball, nonostante gli ascolti molto buoni fino all’ultimo episodio) si ascrive tra i migliori epiloghi del piccolo schermo, con tradimenti, sequestri, nascite e morti degne di Beautiful.
Dopo i becchini più famosi d’America, tocca a Stargate SG-1, la serie di fantascienza basata sull’omonimo film del ‘94 il cui finale delude fan e critica di mezzo mondo, al contrario di quello di Cin cin: la mitica sit-com statunitense (il cui titolo originale è Cheers, dal nome del bar di Boston in cui è ambientata) si conclude con il protagonista Sam che chiude la saracinesca del locale, in una scena diametralmente opposta a quella del primo episodio in cui il bar viene aperto che emozionò tutti coloro che dagli Anni Ottanta ai Novanta seguirono le 11 stagioni del telefilm.

Diversa sorte toccò alla serie di fantascienza Firefly, che non solo deluse nel l’epilogo, ma per l’intera durata della prima stagione: fu un flop tale che venne chiusa alla quindicesima puntata, con un finale all’altezza (o meglio: alla bassezza) del resto.
Cassato anche l’epilogo della serie A cuore aperto (titolo originale: St. Elsewhere), nonostante a buona parte del pubblico sia piaciuta la trovata finale: il telefilm, che segue le vicende dell’equipe medica dell’ospedale St. Eligius di Boston, termina con la scena di un bambino che gioca con un modellino miniaturizzato dell'ospedale.
Ad un certo punto arriva il papà (che ha il volto del protagonista della serie, il Dottor Donald Westphall) che mette il giocattolo a posto e il figlio a letto, facendo capire agli spettatori che tutto il serial non è stato altro che il frutto della fantasia di un bambino.

Il riconoscimento alla miglior puntata finale va invece a M*A*S*H, la serie tragicomica ispirata all’omonima pellicola di Robert Altman il cui finale rimane l’episodio più visto della storia della televisione americana (con 105,9 milioni di telespettatori), mentre sia Gilligan's Island sia In viaggio nel tempo, rispettivamente sit-com incentrata sulle avventure di sette naufraghi su un’isola e serie fantascientifica basata sui salti temporali, si aggiungono alla lista dei telefilm con i peggiori finali.

Dulcis in fundo, si aggiudica un bel pollice verso l’alto l’epilogo di Star Trek: The Next Generation, il telefilm ambientato nell'universo fantascientifico di Star Trek che si conclude in maniera geniale facendo un salto indietro e collegandosi perfettamente agli eventi del primissimo episodio.