di Marco Agustoni

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Martedì 19 aprile comincia la seconda stagione di The Listener, serie tv canadese che nel giro di una sola serie si è guadagnata un’ampia schiera di seguaci. Le vicende del paramedico telepate Toby Logan proseguiranno poi ogni martedì alle 21, con due episodi per sera, come sempre su Fox (canale 111 di Sky). In attesa di rivedere l’attore protagonista Craig Olejnik sullo schermo, lo abbiamo raggiunto al telefono a Toronto, in Canada, per parlare delle novità in vista nei prossimi episodi di The Listener.

Cosa ci dobbiamo aspettare, da questa nuova stagione di The Listener?
È molto diversa dalla prima stagione, c'è tutta una nuova energia e anche qualità.

Quindi c'è stata una crescita, nella serie?
Assolutamente sì. Penso che c'entri anche il fatto che io ed Ennis Esmer, che siamo gli unici ad essere nella serie sin dall'episodio pilota, avendo un ormai un po' di esperienza alle spalle siamo riusciti a imparare e migliorare. E nella seconda stagione siamo più sicuri di quel che facciamo.

Anche Toby Logan intraprende un percorso di crescita, nel corso dei nuovi episodi?
Prima Toby era in lotta con se stesso e con quello che era in grado di fare. Ora invece ha accettato il suo potere, lo padroneggia meglio e lo usa a fin di bene. È meno analitico e si lascia andare di più alle emozioni. È ancora incerto a proposito della sua identità e delle sue origini, ma impara ad accettarsi sempre di più. Mi è piaciuto molto interpretarlo, all'interno di questa nuova stagione.

Ci sarà più investigazione in questa nuova stagione, rispetto alla precedente?
Sì, Toby comincerà a collaborare con un'agenzia chiamata IIB, che è un po' come l'FBI, aiutando un'agente interpretata da Lauren Lee Smith, che è un'attrice fenomenale, a risolvere alcuni casi. E lei gli dimostrerà che c'è qualcuno disposto ad accettarlo per quello che è e ad avere fiducia nelle sue capacità. Mi piace perché Toby diventa una sorta di James Bond, ma senza pistola.

Quale caratteristica del protagonista pensa che lo abbia reso così caro al pubblico?
Penso che la gente entri in connessione con lui semplicemente perché è una persona genuina. È sensibile, non è proprio in grado di essere cattivo. E al di là dei suoi poteri, lui non è altro che una persona come le altre, che cerca di capire cosa fare della sua vita.

Qual è, a suo avviso, il lato peggiore dei poteri di Toby?
Non sapere se quello che sta sentendo nella mente degli altri è qualcosa che hanno fatto, che vorrebbero fare, oppure un semplice pensiero casuale o magari una fantasia. Nelle nostre teste passano continuamente fiumi di pensieri e solo alcuni di essi riguardano l’effettiva realtà. Questa incertezza alle volte può metterlo in seria difficoltà. In più c'è una grande responsabilità, nel sapere quel che lui è in grado di sapere.

E lei cosa farebbe, se scoprisse di essere un telepate?
Credo che vorrei conoscere delle persone speciali, come ad esempio l’astrofisico Stephen Hawkings, per capire veramente quello che pensano. Spesso le parole e i concetti sono limitanti, invece leggendo nel loro pensiero potrei davvero comprendere le loro menti.

Ellen Page, Michael Cera, Evangeline Lily… l’elenco è lungo: come mai pensa che in questo momento ci siano così tanti giovani attori canadesi di talento, in circolazione?
Sono molto contento che la pensi così. In effetti è incredibile considerare che da una comunità ristretta come quella di Halifax, dove sono nato e da dove viene anche Ellen Page, provengano tanti artisti, musicisti e attori. Penso che abbia in qualche modo a che fare con il clima che abbiamo da queste parti: per buona parte dell’anno in Canada fa freddissimo e quindi abbiamo bisogno di evadere, di dimenticarci per un po’ della gelida realtà che ci circonda con la creatività e la fantasia.