"Call me Fitz", il ritorno di Jason Priesley

Brandon è cresciuto ed è diventato un ragazzo cattivo. E piace da morire. A dimostrarlo il successo ottenuto dalla serie “Call me Fitz” ai Gemini Awards di Toronto. Sedici le nomination, sette le statuette assegnate allo spregiudicato telefilm. Più di quante ne hanno vinte giganti come “I Borgia” e “I pilastri della Terra”. Sfuggita per un soffio la palma di miglior commedia, “Call me Fitz” si è portato a casa il premio per la miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior colonna sonora, miglior editing e miglior attore e attrice non protagonisti.

“Penso che sia davvero unico e originale e che di certo è qualcosa che nonsi è mai visto prima sulla televisione canadese. Una scorribanda di ilarità e sporchi nonsense” ha commentato Tracy Dawson, premiata come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Meghan Fitzpatrick, la sorella minore di Richard Fitzpatrick, impersonato da Jason Priesley. Richard Fitzpatrick (“Fitz”) è un farabutto. Un venditore di auto usate cinico e sicuro di sé, che dilapida la sua vita tra sesso, droga e alcool. Quanto di più lontano si possa immaginare da Brandon Walsh, l’affidabile ragazzo del Minnesota dal sorriso tranquillo che ha fatto di Jason Priesley uno dei sex-symbol degli anni ’90. 

“Call me Fritz” è arrivata in Italia in anteprima esclusiva a gennaio su Sky Uno e da settembre è in programmazione in chiaro sul canale digitale terrestre Cielo.