di Marco Agustoni

Arrivata alla quarta stagione, la serie tv Torchwood, spin off di Doctor Who, si rinnova: lo show britannico si apre a una coproduzione americana e anche le ambientazioni si spostano negli Stati Uniti. Torchwood: Miracle Day andrà in onda a partire da lunedì 12 settembre su Fox, canale 111 di Sky (scopri tutti gli appuntamenti nella Guida tv): la premessa di questa nuova stagione è tanto semplice quanto affascinante, ma invece di spiegarvela direttamente, la lasceremo raccontare a una delle sue nuove protagoniste, l’atttrice Arlene Tur, che interpreta la dottoressa Vera Juarez. Ecco l’intervista.

Ci può introdurre in breve questa nuova stagione di Torchwood?
Certo! In Miracle Day comincia tutto con un fenomeno misterioso, un incidente per cui la gente non muore più. All’inizio ovviamente sono tutti felici di fronte a questa prospettiva: voglio dire, sei immortale, non può che essere una buona cosa, no? Ma pian piano comincia a emergere tutta una serie di problemi connessi a questo evento, innanzitutto riguardanti le risorse naturali, che minacciano di esaurirsi in fretta perché ci sono troppi esseri umani.

In qualche modo, è una scusa per riflettere su questioni come la sovrappopolazione della Terra e la necessità della morte?
Sì, di sicuro entrambe queste cose emergono con decisione. Ma non è solo questo, seguendo la serie si capisce presto che i temi toccati in Miracle Day sono davvero tanti.

Ci può raccontare il suo personaggio, la dottoressa Vera Juarez?
Vera è una donna molto determinata: è un medico chirurgo, e per diventarlo è necessario avere un carattere forte. La sua priorità è la salute dei suoi pazienti. Inoltre è molto curiosa e questa caratteristica la porta a essere coinvolta in molto di più che nella semplice gestione di un ospedale, perché si ritroverà a indagare sulla natura di quanto è accaduto. Ho trovato subito una connessione con questo personaggio, perché anch’io come lei sono una persona curiosa. Inoltre interpreto spesso donne forti e quindi mi ci sono trovata subito a mio agio.

Come è stato entrare a far parte di una serie avviata, che ha già le proprie star e il proprio pubblico?
È stato molto interessante, perché in questa collaborazione che è nata per realizzare Torchwood:Miracle Day ci siamo trovati a confrontarci con dei talenti inglesi che si sono dimostrati dei grandi professionisti. Ci hanno accolto tra loro dal primo giorno e hanno sempre avuto una mentalità aperta.

Cosa le ha fatto pensare da subito che Miracle Day fosse la scelta migliore per lei e la sua carriera?
Ero davvero molto eccitata alla prospettiva di interpretare una dottoressa. Sono stata una poliziotta, così come tantissimi altri personaggi, ma mai un medico. Inoltre non mi ero mai cimentata prima con la fantascienza, per cui era davvero un’occasione che non potevo lasciarmi scappare.

Finora ha lavorato soprattutto per la tv, ma di recente ha recitato nel film Mangia prega ama (guarda il servizio di Sky Cine News): in futuro vorrebbe dedicarsi di più al cinema?
Amo sia lavorare per il cinema che per la tv, e in effetti sono in ballo per alcuni provini che riguardano entrambi. Giusto oggi devo andare a un’audizione per un film… speriamo bene!

Le manca la sua vecchia serie tv, Crash, che l’ha fatta conoscere al pubblico?
Mi manca tantissimo, perché eravamo un team di attori eccezionale, eravamo molto affiatati e legati in maniera speciale. È stato un periodo stupendo della mia vita.

L’intervista l’abbiamo fatta in inglese, ma mi dicono che lei parla molto bene l’italiano…
È vero. Io sono nata a Miami, i miei genitori sono cubani, ma il mio cuore è in Italia. Ho solo bisogno di esercitarmi un po’… la prossima intervista la facciamo in italiano! (nda: nel rispondere a quest’ultima domanda, Vera parla in un buon italiano, concedendosi giusto un paio di simpatici strafalcioni qua e là, di sicuro niente di imperdonabile)