di Marco Agustoni

Da tempo, tra gli amanti delle serie tv, è in corso un dibattito: meglio quelle americane, sicuramente di altissimo livello ma, di solito, più patinate, oppure quelle inglesi, con quel loro feeling più verace e, in qualche modo, più onesto? Per alcuni l’arrivo di Misfits - show incentrato su cinque ragazzi condannati ai servizi sociali che scoprono di avere dei superpoteri, ma non li usano per salvare il mondo - ha risolto la questione in maniera definitiva. Ora, la serie made in UK sta per tornare: la terza stagione andrà in onda su Fox (canale 111 di Sky) a gennaio, ma sarà prima presentata al Roma Fiction Fest, dove lunedì 26 settembre sarà presente uno dei protagonisti della serie, Iwan Rheon, che interpreta Simon. Nelle nuove puntate non vedremo invece più Robert Sheenan, che interpretava Nathan, personaggio che sarà sostituito da una new entry, Rudy. Per saperne di più, abbiamo incontrato il produttore della serie, Howard Overman.

Partiamo dalla fine della seconda stagione: di solito le puntate natalizie non sono molto rilevanti ai fini della storia, in una serie tv, ma quella di Misfits 2 è invece piena di avvenimenti…
Sì, in pratica all’inizio non avevamo previsto una puntata natalizia e io avevo già bene in mente come sarebbe finita la seconda stagione, con il sesto episodio. Poi però E4, che trasmette lo show in Inghilterra, ci ha chiesto una puntata speciale di Natale e così abbiamo deciso di cambiare le carte in tavola. Siccome alcuni poteri dei protagonisti non funzionavano più bene per l’avanzare della trama, abbiamo pensato di dargliene di diversi. Ed è diventato un gancio per la terza stagione, perché pensiamo che tutti vorranno scoprire con che potere si sono ritrovati i ragazzi.

Come gestiranno i loro nuovi poteri, i protagonisti?
Ovviamente non rivelerò i nuovi poteri, ma posso dirvi che per loro sarà relativamente facile, perché ormai non è più la prima volta che si ritrovano con delle abilità speciali. All’inizio della serie, per loro era stato uno shock trovarsi con dei poteri, non sapevano cosa fossero e cosa farne, ma ora sono abituati a vivere in un mondo in cui esiste questo tipo di cose. Ma uno dei punti forti di Misfits è che nessuno ha dei poteri perfetti, non si sa mai se si tratta di una benedizione o di una maledizione, per cui non è mai così facile usarli.

Se lei potesse scegliere un potere, quale sarebbe?
In questo preciso momento mi piacerebbe parlare italiano, così potrei girare per strada senza problemi. [ride]

Cosa ci può dire invece della decisione di Robert Shennan di abbandonare lo show?
È stata una sua decisione, dopotutto aveva firmato un contratto solo per due anni. Ovviamente mi è dispiaciuto molto, ma non c’è stato molto da fare. E abbiamo trovato un ottimo attore per sostituirlo, Joe Gilgun, che interpreterà Rudy, un personaggio molto interessante. In qualche modo, inoltre, penso che Nathan con la sua personalità forte dominasse sugli altri personaggi, mentre in questo modo potremo concentrarci anche sugli altri, come ad esempio Curtis, che fino ad ora non è riuscito ad avere lo spazio che merita. In ogni caso lo ammetto, Nathan era il mio personaggio preferito, anche perché nello scrivere era perfetto per fare battute!

Nella seconda stagione di Misfits i viaggi nel tempo assumono un ruolo rilevante, ma si tratta sempre di un elemento pericoloso se si vuole mantenere una continuità nella trama. Come avete fatto a gestire questa sfida?
Uno dei motivi per cui abbiamo introdotto nuovi poteri è perché volevo togliere a Curtis l’abilità  di viaggiare nel tempo. Offre molte possibilità narrative, ma rende tutto così complicato… Tutti i film in cui c’è un viaggio nel tempo, come ad esempio Terminator, alla fine fanno fatica a rimanere coerenti. E infatti i viaggi nel tempo sono stati il mio incubo negli ultimi due anni, credimi!

Simon è l’unico personaggio che sembra avvertire le responsabilità connesse ai suoi poteri: questo cambierà, nella nuova stagione?
Temo di no. Anzi, in qualche modo sarà lui a sentirsi ancora più responsabile di prima. Poveretto, è quello che capisce cosa deve essere fatto e si addossa tutto il peso della situazione.